
IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - «Il tridente? Io credo che una delle qualità dellallenatore è quella di far sognare, ma non è semplice tradurre i sogni in realtà. Sarà un bel dilemma ma questi non sono problemi». Vuole far sognare, Claudio Ranieri, e finora ci sta riuscendo come non capitava da un po di tempo.
Col tridente in campo le soluzioni tattiche sarebbero molte, ma quella che si avvicina di più alle idee di Ranieri è il 4-4-2 classico con Toni e Totti lì davanti e con Vucinic costretto a fare il quarto a sinistra sulla linea dei centrocampisti, che sarebbe composta per il resto da Pizarro e De Rossi centrali e Perrotta spostato a destra. Una soluzione questa che rispetto alle ultime uscite comporterebbe parecchi cambiamenti. Sarebbe molto più facile, per il tecnico, rinunciare a uno tra Vucinic e Toni (più il primo del secondo) e riproporre il rombo con Pizarro vertice basso, Taddei e De Rossi interni e Perrotta vertice alto alle spalle delle due punte. In questo caso Ranieri avrebbe anche un cambio pesante (uno tra Vucinic e Toni) in panchina, pronto a subentrare in caso di necessità.
Difficile pensare ad altre soluzioni tattiche che prevedano il tridente: il 4-2-3-1 infatti si potrebbe applicare solo con Vucinic a sinistra, Toni unica punta e Totti nel ruolo di trequartista. Posizione che il capitano non gradisce e che non ricopre nella Roma dalla prima stagione di Spalletti, che se lo inventò centravanti. Lutilizzo o meno del tridente potrebbe avere ripercussioni anche sullo schieramento difensivo della formazione giallorossa: con tre attaccanti in campo, infatti, possibile linserimento dal primo minuto di Philippe Mexes, col conseguente spostamento sulla fascia di Burdisso. Una difesa più bloccata, come è successo quando il tridente era Totti-Menez-Vucinic. Col rombo, al contrario, il favorito sulla destra rimane Marco Cassetti, luomo derby.