
LEGGO (F. MACCHERONI) - Mettiamo qualche se davanti. Se arriva e, soprattutto, se è ancora Adriano (ma il discorso vale per Toni o van Nilstelrooy), la Roma copre un vuoto lasciato da Batistuta e Montella. Ma non risponde alla domanda che impone la gestione-Ranieri: serve una punta o un Perrotta con qualche anno di meno e, magari, un piede più morbido? Perché la vera punta, luomo che troviamo più spesso negli inserimenti è Perrotta. Adriano o gli altri imporrebbero una rivoluzione tattica che non sembra abitare nel calcio di Ranieri.
Quanto alla Lazio, invece, i se vanno messi tutti davanti alle scelte di Claudio Lotito, devastato più che sconfitto da un nemico insospettabile, colto a tradimento da se stesso. La presunzione, che ancora non lha spinto a pretendere una maglia da titolare (e dire «mo jo faccio vede io a quelli»), lo ha spogliato di ogni credibilità. Perché è stato lui a pretendere una battaglia con Pandev e Ledesma, persa sul fronte tecnico e su quello economico, per lui ancora più doloroso. E stato lui a sostenere che questa squadra non teme nessuno e «se la può giocare alla pari con tutte». E stato lui a chiudere con Delio Rossi affidandosi al mediocre scudiero Ballardini (sconfitto per paura di osare da una Roma terrorizzata). E stavolta è solo con i suoi errori e con quello che rimane di una squadra lacerata, scontenta almeno quanto la tifoseria.