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Ranieri? Come don Fabio

08/10/2009 alle 10:10.

IL ROMANISTA (A. MANDOLESI) - Undici punti in cinque partite, seconda solo all’Inter nella particolare classifica che inizia dalla terza giornata. Due vittorie su due in casa, una vittoria e due pareggi in trasferta, più due in media inglese. Un curriculum di tutto rispetto che, partita dopo partita, ha esaltato i tifosi più pragmatici (quelli che badano al sodo) e ammorbidito persino i commenti di quelli più esigenti. Ranieri, accolto con freddezza e con perplessità, ora è sulla cresta dell’onda. Non c’è niente da fare, nel calcio come nella vita, alla fine contano i risultati che condizionano inevitabilmente tutti i giudizi e gli stati d’animo. Fa strano, adesso, sentire la gente che, nella stragrande maggioranza, si dichiara soddisfatta..

equivoco nasce dalla confusione tra il Giocar Bello e il Giocar Bene. Il primo è finalizzato all’Estetica del Calcio

(si gioca Bello quando si gioca per appagare la vista), il secondo è finalizzato ai risultati (si gioca Bene quando si fa quanto serve per ottenerli e scalare la classifica). Solo in rari casi le due cose coincidono (ed è

l’apoteosi). Chiarito questo, credo sia possibile spiegare la situazione attuale, facendo ricorso a quelle che in matematica si chiamano le Proporzioni. Per dare un’idea di quanto sta accadendo adesso nella Roma, e degli incredibili corsi e ricorsi che nel calcio si ripropongono con cadenze regolari, potremmo dire che “Ranieri sta a Spalletti come Capello stava a Zeman”, e non è un caso se sia Ranieri che Capello siano giunti alla Roma dopo un lungo periodo di gioco piacevole e spumeggiante che, insieme a tante fantastiche giornate, aveva inevitabilmente portato altrettanti indimenticabili rovesci. “Adesso è ora di vincere” – disse Franco Sensi quando presentò Mister Antipatia. E vincemmo lo scudetto. “Ora è tempo di andare sul concreto” - hanno detto a Trigoria nel giorno della presentazione di Ranieri. Da quale parte sta la ragione? Dipende da quello che si cerca. Ecco perché le discussioni in materia non avranno mai fine. Importante rapportarsi sempre con la  massima civiltà e nel rispetto delle opinioni altrui. L’esempio più bello viene proprio da Zeman. Avrei voluto  delle telecamere nascoste lo scorso sabato 7 marzo quando, a casa di Antonello Venditti, in attesa della  mezzanotte per brindare al suo 60mo compleanno, fui protagonista insieme al boemo del duetto più  esilarante che mi sia mai capitato in 30 anni di calcio. Io nella parte dell’antizemaniano e Zeman nella parte del fan di… Zeman, con la gente a sbellicarsi da ridere. Magari fossero tutti come lui….