
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - La corsa al titolo è stata pateticamente tenuta in vita da un rigore inesistente, mentre la rincorsa affannosa alla Champions League ha visto scorrere i titoli di coda nella canicola di San Siro, dove la boccheggiante Roma contro il boccheggiante Milan ha badato più a non perdere i sensi che a fare i punti, consentendo all'Atalanta di potersi allenare in vista della Champions League nelle ultime dieci giornate di campionato. Attenzione! Nessuno accampi alibi! Avete voluto il calcio a ogni costo? Ora giocate, che si inizi in pieno pomeriggio o a notte fonda, col novanta percento di umidità o col caldo secco sahariano. Nessuna scusa, anche perché la Roma oltretutto è tra i club che hanno spinto affinché tornasse in scena questa farsa. La Roma. A dieci giornate dalla fine abdica in campionato. Badate bene che non dice addio allo scudetto ma al quarto posto. A dieci giornate dalla fine. Intollerabile. Dopo quasi dieci anni di ambiziosi proclami, il verdetto di Milano dovrebbe indurre tutti a sparire dalla ribalta per una profonda, pudica riflessione. Da Boston a viale Tolstoj, dal presidente a Boston a chi in Italia è diventato factotum, da chi sta a Londra a chi si è specializzato in infrastrutture, fino al comparto tecnico. Nessuno si senta escluso. Siamo quasi a luglio ma di fatto è metà marzo. Perché Milan-Roma si sarebbe dovuta giocare a metà marzo. Con la Roma oltretutto già fuori dalla Coppa Italia. Essere a metà marzo fuori dai giochi per un pazzamente in Champions League deve creare imbarazzo. In ogni tesserato o collaboratore del club. Della Roma che per paradosso non deve neanche piangere miseria perché lo stop da lockdown, al netto della cessione a Friedkin, le permette quantomeno di posticipare al 2021 i conti con un bilancio che senza introiti da risultati sportivi è quasi più imbarazzante della classifica, che a metà marzo tira fuori la Roma da qualsiasi tipo di ambizione decorosa. Perché ora parlare di difesa del quinto posto farebbe scadere l’imbarazzo nel patetico. Riflettere. E di conseguenza rimuovere chiunque in questi mesi, anni, abbia frenato la crescita della squadra anche contribuendo in negativo all’uno percento. Riflettere. Anche nei giorni che ci avvicineranno a giovedì, quando andrà in scena un’avvincente, imperdibile Roma-Udinese, da vivere sicuramente con pathos e tutta d’un fiato.
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