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Coronavirus, CALVO: "Calcio europeo unito, c'è la volontà di finire i campionati. L'idea è giocare a giugno e luglio" (VIDEO)

03/04/2020 alle 18:42.
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ROMA TV - La Roma è in prima linea nella lotta alla pandemia da Coronavirus tramite varie iniziative messe in campo: dalla raccolta fondi per l'ospedale Spallanzani fino alla consegna dei box di Roma Cares agli abbonati over 75 anni. Ai microfoni dell'emittente a tinte giallorosse, nel talk 'At Home', è intervenuto il COO (Chief Operating Officer) della Roma Francesco Calvo, che ha parlato dell'impegno sociale della Roma e della possibilità di riprendere a giocare: "Noi abbiamo cercato sì di raccogliere soldi, ma su questo ci rendiamo conto di poter fare la nostra parte, ma rimane pur sempre piccola, perché noi abbiamo raccolto un po’ più di mezzo milione di euro, ma leggevo le interviste della protezione civile: la Protezione Civile ha raccolto donazioni per più di 100 milioni di euro, per cui quello che noi possiamo fare per la raccolta di soldi - abbiamo stimolato i tifosi - è sempre una piccola parte. Per cui in un momento difficile per tutto il paese, per tutte le persone, abbiamo cercato di capire come renderci effettivamente utili. Per cui abbiamo da un lato chiesto a tutti i dipendenti dell’azienda di mandarci delle idee su che cosa potevamo fare in questo momento. E poi stiamo cominciando a metterle in piedi, ne abbiamo fatta qualcuna abbastanza visibile. Quella che tutto sommato è anche più facile, ma che ci ha dato grande soddisfazione, è la consegna dei pacchi agli abbonati con più di 75 anni. Chi è più in difficoltà in questo momento? Sono sicuramente gli anziani, perché oltre a essere i più sottoposti a questo virus, sono anche coloro che hanno l’assoluto divieto di uscire di casa. Per cui abbiamo cercato di essere utili consegnando questi pacchi di beni primari: mascherine, guanti, gel e poi cibo, acqua e abbiamo messo dentro anche qualche birra (ride, ndr)", ha detto. "Cerchiamo di mettere la nostra tecnologia e i nostri sforzi a disposizione per la gente che quindi invece di andare su interne e cercare di ordinare la spesa con la consegna a domicilio, cosa che non riesce a tutti, lo facciamo noi per conto loro: spesa o materiali farmaceutici. Per cui cerchiamo di mettere in piedi tutta una serie di iniziative per portare un po’ di felicità e un po’ di svago ed essere vissuti dalle persone. E questo credo che è quello che ci rende diversi un po’ da tutti", ha aggiunto.

"Fatta salva la priorità del paese che è quella di uscire da questa situazione di emergenza dove il calcio non è certo la priorità assoluta, però siamo anche consapevoli di quella che è l’importanza sociale che il calcio ha e quanto sia un elemento di svago per le persone. Per cui c’è la volontà - in questo il calcio europeo si sta dimostrando unito - di riprendere tutti e di portare alla conclusione i campionati. Questo parte dall’Uefa che ha spostato le competizioni europee e le gare delle nazionali, per cui si vuole riprendere. Quando è al momento ancora una scommessa perché a botte di decreti la situazione continua a cambiare molto velocemente. Consideriamo che ci vogliono tra le 3 e le 4 settimane per permettere la riatletizzazione dei giocatori. Questo è quello che ci spiegano i nostri medici. Ci sono varie bozze di calendario su cui si sta discutendo, ma l’idea è giocare tutto il mese di giugno e di luglio. Poi se si parte un pochino prima del mese di maggio o un filo dopo, ma insomma c’è grande disponibilità dei giocatori e delle istituzioni a cercare di spostare la scadenza classica del 30 giugno, della stagione sportiva, dell’anno fiscale, delle scadenze dei contratti con gli sponsor, con i giocatori, con le televisioni, tutto scade il 30 giugno, lo si vuole spostare almeno al 30 luglio", così sulla possibilità di riprendere il campionato al termine dell'emergenza.

"Poi allo stesso modo l’Uefa con tutte le leghe europee e i club sta lavorando al calendario della prossima stagione, perché qualsiasi ritardo avremo in questa stagione, poi c’è anche un impatto sulla prossima stagione. Però insomma la priorità del mondo del calcio è che, una volta risolta l’emergenza in cui noi italiani ma tutti i paesi europei stanno avendo, è quella di ripartire, per cui di portare a conclusione i campionati. Nonostante poi si legga sui giornali che alcuni paesi hanno deciso di non andare avanti, alcune discipline, anche in Italia, hanno deciso di sospendere tutto, il calcio credo sia diverso ma proprio per l’importanza sociale che ha, per il numero di tifosi e di affezionati. Per cui, quando si potrà fare in assoluta sicurezza, la volontà è proprio quella di ripartire", ha concluso.