
IL ROMANISTA (BOVAIO) - Brighi quando segna esulta come si faceva una volta, senza scenette preparate a tavolino né sceneggiate che poco si addicono al calcio, ma in modo semplice e sincero, proprio come è il suo stare in campo. Al servizio degli altri e della squadra, come piace alla gente romanista, che ai suoi
giocatori chiede prima lattaccamento
alla maglia e poi i colpi di classe.
Conta di più spremere fino allultima goccia di sudore che
fare un colpo di tacco, magari a sproposito.
E Brighi gioca proprio così, tanto che quando esce se
gli strizzi la maglia riempi una tinozza.
Insomma, è uno di quei giocatori che tutti gli allenatori
vorrebbero avere e che, in gergo, vengono detti "gregari",
quasi in senso
dispregiativo. Ma
per lui questo termine
non può essere
tale, perché oltre
a correre ha anche
dei piedi niente male
che gli hanno permesso
di segnare i
tre gol della qualificazione
agli ottavi
di questa Champions.
La doppietta
di Cluj e questo gol
sotto la Sud di ieri, il
suo primo tra le mura
amiche dopo
quello di Empoli
dello scorso campionato
e quelli appena
citati, lo hanno
portato a quota
tre nella classifica
dei marcatori giallorossi
di tutti i
tempi nelle coppe.
Non male per un
"gregario", che in
quella classifica ha
ora agganciato nomi
importanti come
quelli del brasiliano
Da Costa, dellaltro
mediano Salvori, di
Fabio Capello, dellindimenticabile
Toninho Cerezo, di
Manuel Gerolin
(che una volta al
Bordeaux ne fece
due), di "Cicciobello"
Desideri, "Checco"
Moriero, Perrotta,
Pizarro e Damiano
Tommasi. Già,
proprio "lanima
candida" a cui questo
Brighi è ormai
universalmente paragonato
dai tifosi.
Augurargli di ripercorrerne
le tappe è il
minimo che si possa
fare. Il ragazzo se lo
merita. Altro che vita
da mediano!