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Antonio Rocca: "Motta, il mio capitano"

14/02/2009 alle 11:48.

IL ROMANISTA - "Sono stato un secondo padre. Per Marco Motta e per molti altri giovani calciatori, ora divenuti uomini». Antonio Rocca, vice di Casiraghi nell’Under 21 e in precedenza selezionatore di parecchie rappresentative minori, attende con un pizzico di emozione Atalanta-Roma. Per anni, sulle nazionali under 16, under 17 e under 18 era impresso il marchio di fabbrica di questo signore a un passo dalla sessantina. Rocca conosce benissimo Motta, con cui condivide anche un passato nell’Atalanta.

Rocca conosce benissimo Motta, con cui condivide anche un passato nell’Atalanta. L’omonimo del Kawasaki romanista,

Francesco Rocca, indossò 190 volte la maglia nerazzurra.

All’ala era una scheggia, tanto che fu soprannonimato “Furia”

dai tifosi bergamaschi. Erano gli anni 70. «Eh eh eh, è vero.

Mamma mia, come sono invecchiato».

Rocca, chi è Marco Motta.

«Un ragazzo d’oro. Ogni papà vorrebbe avere un figlio come lui.

A 16 anni gli diedi i gradi di capitano. Non glieli ho tolti nemmeno

quando ha vestito la maglia delle nazionali maggiori».

Che tipo è?

«Sereno, riflessivo, equilibrato, disponibile, generoso. Positivo.

Quando un ct deve scegliere a chi affidare la fascia, pondera le

capacità di ciascun giocatore. Motta era il più maturo. E poi aveva

sempre il sorriso sulle labbra. Un aspetto che conta, nello spogliatoio

».

«S

E tecnicamente?

«Molto versatile. Ha un gran fisico, struttura e coordinazione.

È un atleta. Gli piace correre, ha un passo buono sia negli spazi

brevi che in quelli lunghi. Dal punto di vista tattico, è un mix di

più doti: in fase di copertura difensiva, di costruzione del gioco

e di finalizzazione. È bravissimo sia nel momento in cui deve

marcare sia quando si tratta di spingere sulla fascia. È completo.

E per questo è una mosca bianca».

La Roma ha trovato un tesoro, allora.

«È l’investimento migliore che potesse fare. Non so se in giro ci

sia di meglio, ma non credo. Anche perché Motta apprende rapidamente.

Con i campioni della Roma, e con gli insegnamenti

di un mago come Spalletti, Marco migliorerà giorno dopo giorno.

Roma è l’ambiente giusto».

Tra 24 ore, Motta sarà titolare per la prima volta in giallorosso.

E sfiderà il club che lo ha fatto esordire in serie A, nel 2005.

«Era destino, il calcio è così. Venendo dal vivaio atalantino, credo

che faccia piacere anche ai tifosi bergamaschi vederlo all’opera

dal primo minuto».

In comune con Marco, lei ha trascorsi nerazzurri.

«L’Atalanta ce l’ho nel cuore. Non le nascondo che mi fa piacere

vedere Motta alla Roma, dopo essere stato allevato in uno dei settori

giovanili più floridi d’Italia, come è quello atalantino».

Domani tiferà nerazzurro?

«No, io sto solo dalla parte dei giovani. Sempre».