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LIVE - Coronavirus, Sibilia: "Possiamo immaginare Serie A dal 20/6". Tommasi: "Il calciatore rischia e si scarica il peso della crisi su di lui". I medici della Serie C: "Così è impossibile ripartire". Ancora allenamenti individuali per la Fiorentina

21/05/2020 alle 17:40.
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Dopo il via libera agli allenamenti collettivi da parte del CTS e l'ufficialità delle date entro le quali dovrà concludersi la stagione calcistica, è in arrivo un'altra giornata chiave per capire le sorti del calcio italiano in piena emergenza Coronavirus. Qui tutti gli aggiornamenti:

LIVE:

23.25 - Domani torna la Bundesliga con l'anticipo della 27a giornata dove Hertha e Union Berlino si affronteranno all'Olympiastadion per il derby capitolino. L'Ostkurve, gruppo organizzato della tifoseria dell'Hertha, sembra non aver gradito la decisione di giocare a porte chiuse. "È uno spettacolo che non ha nulla a che vedere con il calcio che amiamo e sosteniamo. I campionati federali dipendono dai soldi della TV. Per questo motivo il calcio dovrebbe essere giocato solo per la televisione" è quanto hanno scritto i sostenitori berlinesi sui social.

22.15 - Come in Italia così anche in Inghilterra il presidente dell'Udinese Giampaolo Pozzo, proprietario anche del Watford, ha manifestato la propria contrarietà alla ripresa del campionato. "Le condizioni non sono ancora adeguate. Il virus sta ancora avanzando rapidamente in Inghilterra, almeno rispetto all'Italia. Mancano alcune settimane - ha spiegato il Pozzo - Come minimo, abbiamo bisogno di un mese per avere una preparazione adeguata, come ogni anno prima dell'inizio della stagione. Mentre siamo molto cauti con il virus, saremo incuranti di tutto il resto?".

21.55 - Ancora allenamenti individuali per la in attesa dell'ufficialità del nuovo protocollo per il ritorno delle sessioni a gruppi. Il club viola aveva convocato per questo pomeriggio la squadra al centro sportivo Davide Astori confidando nella ripresa degli allenamenti collettivi, così non è stato. Ciò nonostante sui canali ufficiali la società ha voluto comunque pubblicare una foto con i giocatori schierati sul campo insieme al tecnico Iachini e i suoi collaboratori, al Joe Barone, al ds Daniele Pradè, al responsabile sanitario Luca Pengue e al Alberto Marangon, quest'ultimi tutti con la mascherina. La fotografia è stata corredata dal messaggio 'Bentornati'.

21.50 - "C'è una situazione eccezionale, per il coronavirus, e si pensa di risolverla con le solite logiche: provo a scaricare sull'altro il problema, se possibile anche a fregarlo. È questo che mi preoccupa, e direi non solo nel calcio". Così Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione calciatori, spiega all'agenzia di stampa il no netto del sindacato alle nuove delibere per l'iscrizione ai campionati che in vista della ripresa dopo lo stop per coronavirus consentirebbero di fatto ai club, secondo il sindacato, di pagare un solo stipendio su 5 mesi. L'ex centrocampista della Roma poi continua: "Il calcio chiede soldi al Governo lamentando buchi, esige il saldo dalle tv perché si gioca, non paga i calciatori quando sono il lockdown e poi dice che si va in campo con la possibilità di pagare un solo mese di stipendio su 5: vi pare una logica di sistema? Vi pare che facciamo tutti parte dello stesso business? O che siamo tutti sulla stessa barca? Però l’opinione comune è che il calciatore in fondo non si può lamentare. C’è chi in questi giorni sta davvero in difficoltà, e la gente pensa ai grandi ingaggi: ma il problema è della maggioranza che vive di calcio, non della parte, minoritaria, che si arricchisce. Nelle serie minori ci sono giocatori convocati fuori sede, si devono pagare l’affitto ma hanno certezza di un solo stipendio, magari al minimo: non mi stupirei se non andassero, ragionando al fatto che i primi soldi guadagnati sono quelli risparmiati. Il calciatore è colui che rischia in prima persona, andando in campo, e si scarica su di lui tutto il peso di questa crisi. Se vogliono questo, non dicano poi che salvano il calcio".

(Ansa)

20.45 - L'Assocalciatori ha pubblicato un comunicato nel quale esprime ancora una volta la propria posizione contraria rispetto alla ripresa del campionato e alla gestione degli stipendi dei calciatori. Questo il comunicato.

"L’Associazione Italiana Calciatori, durante il Consiglio Direttivo, ha analizzato le delibere assunte dal Consiglio Federale di ieri. I Consiglieri hanno condiviso il grande stupore ed imbarazzo, già segnalato nelle dichiarazioni pubbliche, per le decisioni in tema di Linee Guida per le Licenze Nazionali 2020/2021 e dall’incertezza generata per il mondo dilettante e per la serie A femminile.
È forte la delusione nell’apprendere che i club di tutte le serie professionistiche potrebbero iscriversi al campionato 20/21 a fronte del pagamento di un solo mese di stipendio del periodo marzo-giugno 2020.
Si tratta di norme programmatiche irricevibili che in Consiglio Federale hanno trovato la ferma opposizione dei rappresentanti di atleti e tecnici e che pregiudicheranno la tranquillità economica della maggior parte dei tesserati professionisti. La Federazione, infatti, è intenzionata a controllare per l’iscrizione di fine agosto (termine della stagione 19/20 prorogato durante la stessa riunione) l’avvenuto pagamento delle retribuzioni di marzo, aprile e maggio 2020 per tutte e tre le categorie professionistiche con la particolare previsione che, in caso di contenzioso per le mensilità di marzo e aprile, si dovrà dimostrare il pagamento della sola mensilità di maggio 2020.
Siamo di fronte ad una vera e propria stortura se pensiamo che nel periodo di marzo si sono disputate gare in tutti e tre i campionati professionistici, mentre nel periodo di lockdown tutti gli atleti, la maggior parte senza potersi allontanare dalla sede di lavoro, hanno continuato a svolgere le quotidiane sedute di allenamento da casa e su indicazione del Club. In sostanza, qualora le Linee Guida venissero trasposte definitivamente nel Manuale sulle Licenze Nazionali, le società potrebbero pagare la sola mensilità di maggio alla fine del mese di agosto ed ottenere l’iscrizione al prossimo campionato. Ci aspettavamo un incentivo istituzionale alla ricerca di accordi sulle mensilità coinvolte dall’emergenza sanitaria e ci ritroviamo un avallo al contenzioso che sarà, nella maggior parte dei casi, strumentale e pregiudicherà soprattutto le categorie più deboli.
Alla luce di quanto sopra, la nostra Associazione auspica l’adozione di un sistema che favorisca le intese collettive volte a risolvere le problematiche anziché fomentare un contenzioso generalizzato. Nel deliberare la chiusura della stagione per i campionati della Lega Nazionale Dilettanti nulla è stato detto su possibili soluzioni alle difficoltà attuali, e dei prossimi mesi,che dovranno affrontare i quasi 4.000 tesserati che vivono di calcio. Abbiamo prontamente chiesto un incontro con Figc e Lnd per valutare le norme di iscrizione ai prossimi campionati e trovare insieme un modo per salvaguardare le fasce più deboli della nostra categoria. Il campionato 20/21 inizia già da ora con un malcontento generalizzato al quale è compito nostro dare risposte concrete anche attraverso il Fondo di Solidarietà, di cui si è accennato ma che ad oggi ha avuto il solo concreto apporto della nostra Associazione con somme proprie. Infine la decisione assunta riguardo la serie A femminile e la prosecuzione della stagione al pari delle Leghe professionistiche, dà ulteriore consapevolezza alle calciatrici di essere professioniste a tutti gli effetti. Si aspettano, dunque, il riconoscimento ufficiale del proprio status.
In funzione dell’auspicata ripresa, attendono un protocollo ad hoc che garantisca pari tutele sanitarie dei loro colleghi, assieme alle risorse per vivere da professioniste e poter tornare ad allenarsi".

(assocalciatori.it)

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19.20 - In attesa di conoscere quale sarà la decisione che verrà presa il 28 maggio, giorno in cui il Ministro dello Sporto Spadafora incontrerà i vertici del calcio italiano per decidere se, come e quando ripartire, la Serie A inizia a ragionare su come poter disputare tutte le 124 partite rimanenti alla fine del campionato. All'interno del protocollo proposto dalla commissione medica della FIGC e approvato dal Cts sembra si suggerisca di far disputare ogni gara alle ore 15. La Lega però, soprattutto per andare incontro alle esigenze televisive starebbe valutando tre possibili fasce orarie in cui far disputare i match: ore 16,30, 18,45 e 21.

(La Repubblica)

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19.10 - Al sito della Figc il presidente Gabriele Gravina ha condiviso la lettera indirizzata alle società di Lega Pro. Di seguito il testo:

"L’imprevista emergenza pandemica da Covid-19 e la crisi economica che ne è conseguita impongono al mondo del calcio comportamenti adeguati alla situazione che stiamo vivendo, soprattutto nervi saldi e grande senso di responsabilità. Le sfide che siamo chiamati ad affrontare in queste settimane necessitano scelte radicali, fondamentali per la sopravvivenza dell’intero sistema. Con particolare riferimento alla Lega Pro, realtà straordinaria alla quale sono particolarmente legato in virtù del mio recente passato, posso confermare che l’attenzione è stata e sarà sempre altissima perché rappresenta il primo livello del professionismo del calcio italiano e per questo anche il più vulnerabile. Anche per questo a inizio gennaio abbiamo previsto, con un apposito piano di sviluppo, una programmazione di una serie di contributi per la categoria.

I successivi provvedimenti inseriti nel cosiddetto ‘Decreto Rilancio’ sono il frutto di un lavoro incessante, di grande efficacia, e rappresentano una tappa decisiva nel processo di consolidamento della categoria. Un impegno, quello della Federazione, che ha prodotto risultati rilevanti per i Club: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi; 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale dello 0,50% sul totale della raccolta per le scommesse sportive.

Parallelamente alla rappresentazione delle istanze del nostro mondo al Governo, dimostratosi particolarmente sensibile, nel Consiglio Federale di ieri è stato affermato in modo inequivocabile che il principio fondante del calcio è il merito sportivo. Lo dicono il CIO e il CONI, lo ribadiscono anche le indicazioni ricevute da FIFA e UEFA per la conclusione dei campionati 2019/2020. Visto che mi è impossibile rispondere a tutti i Presidenti che hanno sollecitato un mio intervento, in qualsiasi direzione esso fosse, colgo l’occasione per chiarire la ratio delle decisioni assunte.

La delibera adottata ieri è un inno al gioco, un’esaltazione di quello che anima ognuno di noi, cari Presidenti: il desiderio di confrontarsi sul campo, di giocare e competere regolarmente. Ognuno di voi ha una tessera sulla quale c’è scritto Federazione Italiana Giuoco Calcio perché, dal primo giorno in cui si entra a far parte di questo mondo, si desidera scendere in campo, non il contrario. Ma ciò, ovviamente, sempre tenendo in massima considerazione la tutela della salute di tutti i protagonisti.

Per questo, il percorso che abbiamo tracciato prevede la ripresa regolare del campionato solo se nelle prossime settimane i protocolli sanitari divenissero pienamente applicabili anche in Lega Pro. In caso contrario, se non si potesse ricominciare con il calendario ordinario, come ho ribadito ieri durante la riunione di Consiglio al Presidente Ghirelli e ai consiglieri di Lega Baumgartner e Lo Monaco, individueremo un nuovo format per far disputare in sicurezza, più avanti nel tempo, sia play off che play out, affinché siano i risultati del campo a determinare le promozioni e le retrocessioni. Solo in ultima istanza, in caso di definitiva interruzione, abbiamo deciso che la definizione della classifica potrà avvenire anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni.

Peraltro, nello stesso Consiglio sono stati approvati degli importanti aggiornamenti al sistema delle Licenze Nazionali per l’iscrizione ai prossimi campionati che, come potrete verificare direttamente, tengono conto delle esigenze di chi sta facendo i conti con una crisi complessa, senza pero derogare ai principi di garanzia del sistema calcio professionistico nel suo complesso. Un passaggio decisivo, per ingenerare fiducia e guardare al futuro con maggiore consapevolezza. Un elemento sostanziale che è alla base del rapporto di collaborazione tra FIGC e Lega Pro sul quale rielaborare insieme al Presidente Ghirelli una strategia condivisa. Non è facile, ne siamo tutti coscienti, ma si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel. Insieme ce la faremo".

(figc.it)

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18.20 - Di nuovo insieme ad allenarsi ad Appiano Gentile a distanza di due mesi e mezzo dall'ultima seduta collettiva. L' torna a lavorare a pieno regime sotto le direttive di Antonio . Questa mattina, dopo l'esito negativo di tutti i tamponi a cui squadra e staff tecnico si sono sottoposti ieri - il terzo controllo in meno di un mese per i giocatori -, sono iniziati gli allenamenti di squadra. Tutti presenti alle sedute facoltative in attesa del via libera all'inizio del campionato. Dopo gli allenamenti a casa, seguendo le direttive dello staff, faticando su tapis roulant e potenziando la muscolatura, correndo nei garage per mantenere la forma e dopo gli allenamenti individuali iniziati l'8 maggio scorso, ora la squadra nerazzurra può tornare a giocare a calcio.

A tutti gli effetti una nuova preparazione prende il via. Tutti i giocatori sono a disposizione, anche chi ha dovuto gestire lunghi infortuni come Stefano Sensi. La squadra continuerà a svolgere l'attività sportiva rispettando scrupolosamente il protocollo approvato dal Cts, sottoponendosi periodicamente ai tamponi per tenere sotto controllo lo stato di salute del gruppo. Anche , dopo due mesi e mezzo di stop, torna a vivere la sua passione più grande: il calcio giocato. L'allenatore intensificherà le sedute con il passare dei giorni. Domani la squadra si ritroverà la mattina ad Appiano, di nuovo insieme, con la palla tra i piedi.

(ansa)

17.40 - Altri 2 casi di positività al Covid-19 nella Dynamo Dresda, dopo la quarta e quinta tornata di tamponi effettuati, come annunciato in un comunicato dal club tedesco di seconda divisione: si tratta di un giocatore e una persona vicina a un membro dello staff. "Ci aspettavamo che ulteriori casi venissero alla luce. Il nostro staff sanitario ha agito in modo responsabile e professionale, nonostante l'enorme pressione dell'opinione pubblica", ha dichiarato il ds Ralf Minge.

(dynamo-dresden.de)

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17.30 - Continua il programma di lavoro della alla Continassa. Da qualche giorno, i calciatori bianconeri effettuano sedute di allenamento individuali a piccoli gruppi, con mantenimento delle distanze. In applicazione delle indicazioni della Commissione medico scientifica federale della FIGC, ieri tutto il gruppo squadra ha effettuato i test diagnostici che hanno dato esito negativo; in questi giorni riprenderà il lavoro di allenamento con gruppi più numerosi.

(.com)

16.30 - «Ho la sensazione che il campionato italiano di Serie A possa ripartire. Sono arrivati dei segnali incoraggianti in tal senso». Così il presidente dell'Aiac, Renzo Ulivieri, in merito alla ripartenza della Serie A ferma dal 9 marzo a causa dell'emergenza coronavirus. «La speranza è che si possa tornare a giocare il prossimo venti giugno. I tempi sono stretti, ma siamo davvero molto fiduciosi -aggiunge Ulivieri a Radio Kiss Kiss -. Ripartire il tredici giugno? No, credo che sia veramente complicato. I calciatori hanno bisogno di allenarsi in gruppo per alcune settimane, Credo sia preferibile non correre troppo. La data più realistica per ripartire, a mio avviso, è quella del prossimo venti giugno».

16.00 - "Ho votato per la ripresa ma soltanto perché mi sono adeguato al volere della maggioranza e sembra che si riparta davvero, il 13 o il 20 giugno. Ma ho tanti dubbi...". Così il presidente del Torino, Urbano Cairo, ai microfoni di Radio Rai Uno. "In che condizioni saranno i giocatori dopo due mesi e mezzo e quando si comincerà il prossimo anno? I calciatori temono di farsi male, si allenano piano, se finiamo il 20 agosto tra vacanze e nuova preparazione non si può ripartire prima di ottobre e a giugno ci sono gli Europei". "Se non si può disputare il campionato non si possono fare nemmeno play-off e play-out - dice  - perché se puoi giocare lo giochi tutto, altrimenti non giochi proprio. Senza considerare che ci sarebbe la necessità di cambiare le regole in corsa, trovo anche questo molto complicato".

15.30 - Il Torino prosegue il cammino verso la normalità: oggi sarà infatti l'ultimo giorno di lavori individuali al Filadelfia. In giornata Belotti e compagni si sottoporranno al tampone, come impone il protocollo, per poi tornare agli allenamenti di gruppo. Longo li ha fissati per domani, quando la squadra tornerà a lavorare insieme senza però poter usare le docce. Dovrà aspettare ancora qualche giorno, invece, il calciatore che aveva contratto il Covid-19: le sue condizioni di salute restano buone, il suo rientro al Filadelfia è previsto la prossima settimana.

15.20 - Ha manifestato i suoi timori per il coronavirus e il Chelsea lo ha accontentato, esonerandolo dagli allenamenti che i "Blues" stanno sostenendo a piccoli gruppi: è il caso del centrocampista francese N'Golo Kanté che dopo aver preso parte alla sessione di martedì è stato autorizzato dal tecnico Frank Lampard a non presentarsi agli allenamenti permettendogli di allenarsi in casa. Il giocatore ha perso per infarto il fratello maggiore Niama poco prima dei mondiali 2018. Lo stesso Kanté, nel marzo 2018 era svenuto negli spogliatoi ma gli accertamenti successivi avevano escluso problemi cardiaci. Il francese è non è l'unico giocatore a temere per la propria salute o quella dei propri cari. Già martedì, l'attaccante e capitano di Watford Troy Deeney ha annunciato che non sarebbe tornato ad allenarsi per non rischiare di riportare a casa il virus e infettare il figlio di 5 mesi che soffre di difficoltà respiratorie.

15.00 - "Io credo che andiamo nella direzione della Germania e anche il Ministro Spadafora l'ha anche detto. Mi sono ritrovata casualmente in questo discorso perché tutto è passato per il nostro Ministero, ci ho lavorato molto e credo che presto avremo notizie confortanti per i tifosi", queste le parole della sottosegretaria al Ministero della Salute, Sandra Zampa sul tema della possibile ripartenza.

14.25 - "Serie A riparte il 20 giugno? Sicuramente si può immaginare, ma non dipende da me. Per quanto mi riguarda, spero ci sia una parola conclusiva rispetto quest'iter che ci impegna da mesi. Ovviamente abbiamo vissuto una situazione di emergenza, ma penso che il 28 si possa andare verso una decisione". Così il presidente della Lnd e vice presidente vicario della Figc, Cosimo Sibilia, in merito alla ripartenza della Serie A. Sibilia parla poi della situazione dei dilettanti: "Domani avremo il Consiglio della LND e sarà tutto più chiaro. Faremo accuratamente le nostre valutazioni, nessuno -o pochi- potranno essere scontenti -dice a Radio Punto Nuovo-. Sarà difficile, ma valuteremo tutte le questioni e domani sera uscirà un documento ufficiale. Il buon senso prevarrà, questo è certo da quando ci sono io. Noi siamo stati coloro che il 23 febbraio abbiamo fermato i primi campionati, non giochiamo dalla prima settimana del mese di Marzo. La nostra decisione è stata coerente con il momento in cui si è andata ad affermare la tragedia del Covid-19. Abbiamo sempre voluto ragionare in ottica di sistema: sempre pronti a fare proposte, sempre presenti al tavolo della Federazione e del Governo". "Abbiamo portato avanti una posizione lineare, ho sempre detto che se ci fosse stata una minima possibilità di giocare, l'avremmo fatto -prosegue il numero uno della Lnd-. E' ovvio che dopo il protocollo dei professionisti, questa posizione ha cominciato a vacillare. Protocollo per noi inapplicabile: non abbiamo centri sportivi, spogliatoi adatti per calciatori di due squadre, strutture sportive che ospitano più partite in un solo giorno. La LND è stata sempre coerente e vincente".

"Allenamenti? Con tutte le sicurezze del caso, aspettiamo il consiglio del 28 Maggio con il Ministro e tutte le componenti della Federazione. Bisogna aspettare l'autorità governativa per capire se ci saranno le condizioni per tornare quantomeno ad allenarsi. Ci siamo battuti con tutte le forze, ma mi rendo conto che le risposte possono venire solo da chi è preposto: autorità sanitaria e governativa. I dilettanti avrebbero chiuso la stagione i primi di maggio, noi siamo pronti: mentre gli altri riprenderanno il primo settembre, noi lo faremo dal 1 luglio al 30 giugno 2021. Anche su questo siamo coloro che hanno voluto che tutto rimanesse ugualmente all'anno precedente. Vedere partite di calcio senza pubblico, è uno spettacolo monco", conclude Sibilia.

14.15 - La Serie A è intenzionata a ripartire il 20 giugno, al contrario Serie B e Lega Pro (dove però la maggior parte dei club è contraria a tornare in campo) potrebbero tornare a giocare ai primi di luglio. Decisivo il vertice in programma tra una settimana, il 28 maggio, col ministro Spadafora, come fa sapere il giornalista Nicolò Schira in un tweet.

14.00 - "Ho visto la Bundesliga ed è avvilente. Puoi sentire gli insulti e perdere l’intimità dei grandi momenti. Ma è chiaro che è un business globale e non si può fermare", questo il pensiero di Luis Enrique sulla ripartenza del calcio. Se ancora non fosse chiaro, il ct della Spagna sottolinea il concetto con una metafora, definendolo "più triste che ballare con tua sorella".

13.00 - "La ripresa della Serie C, con questo protocollo, è un'ipotesi irricevibile. I medici della Serie C annunciano possibili iniziative clamorose". È questo il senso di una lettera che la Lamica, l'associazione dei medici del calcio guidata da Enrico Castellacci, ha appena inviato al consiglio federale della Figc e per conoscenza alla Lega Pro. Tutti i medici della C hanno infatti sottoscritto un documento nel quale giudicano inapplicabile per la loro Serie il protocollo sanitario e prefigurano "iniziative clamorose".

(ansa)

10.00 - Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha parlato nel corso di una lezione in streaming di Maestri d’Italia. Queste le sue parole:

Abbiamo normato e predisposto il ritorno alla normalità, che comunque deve essere graduale, a prescindere poi dalle indicazioni di singole regioni, o di singole aree geografiche. Qui stiamo parlando di ricominciare l’attività, ciò vuol dire ricominciare gli allenamenti. Invece, per riprendere le competizioni credo bisogna pazientare. Sugli sport individuali si può intravedere la luce in modo diverso“.