RADIO INCONTRO - questo un ulteriore ricordo di Rosella Sensi del papà e presidente della Roma, Franco Sensi, ai microfoni della trasmissione radiofonica 'Il giocatore', condatta da Massimo Limiti e Roberto Renga.
"Papà amava lallegria cercava di risolvere i momenti più tristi risollevando tutti, tranne quando perdeva la Roma, però il altre occasioni cercava di essere sempre gioioso. Sono sicura però che desidera un ricordo gioioso come era lui".
Che faceva quando perdeva la Roma?
Non mangiava per un bel po. Allinizio cera abbastanza mutismo, poi il giorno dopo piano piano dal lunedì mattina cominciava ad essere un po più battagliero, però è vero le sconfitte della Roma erano per noi disastrose gli rovinavano e ci rovinavano la giornata.
Il periodo migliore della Roma fu proprio quello dei Sensi...
A me piace ricordare tutti presidenti, perché sono stati nel loro momenti tutti importanti per la Roma. Primo tra tutti il presidente Viola, che è il primo presidente che ricordo.
Che ricordo ha di Viola?
Lho conosciuto una volta e mi sono emozionata tantissimo, perché era il presidente della Roma, per me fu unemozione grandissima, io rimasi ammutolita anche in quel caso perché era il presidente. Mi piace ricordarlo per i rapporti di stima ed amicizia che abbiamo nei confronti della sua famiglia che ci è stata molto vicina come noi siamo stati vicino a papà.
Lui era grande in tutto, sia nellira che nella dolcezza
Lui dava tutto se stesso per la Roma, senza recriminare in niente e senza crearsi il problema di sembrare eccessivo, lui per la Roma dava sempre tutto non voleva limitarsi in questo.
Quando divenne presidente tornò a casa e cosa disse?
Ci sono stati diversi step, ci chiamò perché voleva fare un sondaggio, se eravamo daccordo o meno sul fatto che lui prendesse la Roma in realtà la decisione laveva già presa, però quanto meno in quelloccasione voleva sembrare un pochino più democratico, perché lui le decisioni le prendeva in maniera convinta. Poi però ci ha reso partecipe e ci ha trasferito tutta la sua grande emozione. Poi quando divenne presidente nel novembre del 93 realizzò il suo sogno, che coltivava da tempo, che gli aveva trasferito mio nonno sin da piccolo, per cui cera una tradizione in famiglia e cè nel DNA dei Sensi la Roma, come in tutti i tifosi giallorossi.
La Roma ha significato sempre tanto per i tifosi
Quando si parla di unicità della Roma e dei tifosi giallorossi e forse solo chi vive questa passione dentro Roma può capire tutto questo.
Ricorda suo padre quando urlava per un gol di Francesco Totti, contro la Lazio?
Ricordo lesplosione di gioa nel 3 a 3 contro la Lazio, ma ci fu il gol annullato del 4 a 3, quindi ricordo la soddisfazione ma anche la delusione perché per lui e per tutti dovevamo vincere, ma comunque sono cose che sono rimaste nella storia. Ricordo lesplosione di gioia perché poi lui era tifoso come tutti ed a perdere non ci stava e le provocazioni male sopportava e quindi fu una reazione a tutto questo.
Qual è la partita più bella che ricorda?
Lemozione di vincere a Madrid. Quella per lui fun una bellissima emozione e ricordo un gesto di grande sportività del presidente Perez che ci fece scendere in campo, per vedere cosa era il Santiago Bernabeu li dal campo e quella fu una grande soddisfazione nel battere una grande squadra. Poi tutti i derby vinti, il 2 a 2 contro la Juventus lanno dello scudetto fu una partita determinante, credo di poter dire senza polemiche che quella fu una delle partite più belle dello scudetto. Nel mio ricordo quella vista con papà, fu una partita che segnarono quella stagione.
Suo padre aveva un debole per qualche allenatore che aveva avuto?
Aveva una grandissima stima e un grandissimo rispetto per tutti gli allenatori. Mister Mazzone è stato il primo quello romano, quello più simile a lui. Grandissima stima per tutti, per mister Spalletti e per tutti gli altri. Mazzone però, è stato il primo e come tutte le cose cè stata lemozione di iniziare qualcosa insieme e poi caratterialmente è quello che si avvicinava di più a lui.
Giocatori invece?
Francesco in assoluto è stato quello a cui era più legato e che sentiva come un figlio. Ce ne sono stati anche altri come sicuramente Daniele De Rossi e Rodrigo Taddei. Aveva un grande affetto e un senso di protezione per Rodrigo e stima e ammirazione per Daniele per la sua romanità.
Quando suo padre si spense lultimo pensiero lo ha avuto per lei?
Lui non ha avuto lultimo pensiero per me o perlomeno non lo so. Non era cosciente dalla mattina, però io avevo appena scoperto di aspettare la mia piccola il giorno prima e non potevo stare dritta in piedi e quindi entravo e uscivo dall sua stanza perché mi avevano messo un lettino. Per questo sono stata lultima ad entrare perché le mie sorelle sono state li per 11 ore con mia mamma e con mia zia. Io non potevo stargli fisicamente vicino quindi lultimo ricordo è stato per la famiglia.




