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Scurto: "Del Neri? Ha dei limiti nella gestione dello spogliatoio"

12/02/2009 alle 11:50.

IL ROMANISTA - Come quattro anni fa, tra 72 ore sarà ancora Atalanta-Roma. All’epoca, stagione 2004/05, valeva la permanenza in serie A. Per i romanisti e per la squadra, una questione di vita o di morte. Per Giuseppe Scurto, pure. Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria,nel 2002 passa alla AS Roma, va in ritiro con la prima squadra e diventa un punto di forza della squadra primavera che si aggiudicherà il campionato nazionale. Nella stagione 2004/2005 esordisce prima in Champions League a Leverkusen e successivamente in Serie A, il 7 novembre 2004 in Milan-Roma 1-1. Nella sua prima stagione da professionista con la maglia giallorossa ha collezionato 9 presenze.Ora difende l’area del Treviso, in B.

Conti cosa vi disse prima della partita?

“Parlò poco, si limitò a darci delle indicazioni tattiche. Eravamo perfettamente consapevoli di quanto fosse importante quel match. L’Atalanta aveva una coppia d’attacco, Budan-Makinwa, pericolosa e molto veloce. In quel campionato aveva creato dei grattacapi a parecchie difese. Riuscimmo a controllarla. Se non ricordo male, ebbero solo un paio di occasioni nel primo tempo”.

Il gol decisivo fu di Cassano.

“Cassano ha un carattere particolare. Non aiutò molto il gruppo, anche se spesso e volentieri ci faceva vedere delle belle giocate. Peccato che non fosse continuo”.

Oltre a Cassano, anche Panucci ebbe problemi con Delneri.

“Che lo mise fuori rosa. Sì, ricordo. Ma durò poco, Delneri si rimangiò tutto dopo una settimana”.

Pare di capire che pure lei non avesse un rapporto splendido con l’attuale allenatore dell’Atalanta.

“L’ho avuto anche al Chievo e non ne ho una grande opinione. Ha dei limiti nella gestione dello spogliatoio e non credo che sul campo sia così bravo, come lui vuole far credere”.

Ok, torniamo ad Atalanta-Roma. Cosa provaste, alla fine?

“Gioia. Tanta, irrefrenabile. Eravamo partiti con ben altre ambizioni e ci eravamo ritrovati a sgomitare per la salvezza,che divenne l’obiettivo minimo. La retrocessione ci faceva paura. Anche perché quella non era una squadra abituata a lottare nelle zone basse della classifica. Se Prandelli fosse potuto rimanere, la stagione sarebbe andata a finire diversamente. Purtroppo, dovette lasciarci per motivi personali”.

All’“Azzurri d’Italia” non ci saranno i romanisti.

“In quella pessima stagione furono eccezionali. Ci sostennero ovunque, nonostante i risultati non arrivassero. Dispiace per i divieti, perché i tifosi dovrebbero sempre poter seguire la Roma. Evidentemente, alla base ci saranno dei motivi che non conosco”.

Vincendo domenica, la Roma farebbe un bel passo in avanti nella corsa alla zona .

“Finirete secondi alle spalle dell’Inter, ma davanti a e Milan. Stanno venendo fuori i veri valori del campionato. Era ora”.