
IL ROMANISTA - "Finalmente abbiamo trovato quell'attaccante di peso che cercavamo da tempo. La partita contro la Sampdoria mi ha convinto: quel giocatore si chiama Julio Baptista. Ha segnato due gol e non ha fatto rimpiangere Totti. Vi rendete conto?». Giacomo Losi non ha dubbi: la Bestia sarà il valore aggiunto della Roma nel girone di ritorno. La prova contro la Sampdoria ha conquistato il Capitano, che ora non ha più dubbi sul valore del brasiliano: «Questo ragazzo sa giocare a calcio, può agire in tutti i ruoli offensivi. E questo è un bene per il tecnico, che può varare più sistemi di gioco nell'arco dei novanta minuti".
Losi, ha visto la partita di Baptista mercoledì sera?
«Certamente... Ha giocato alla grande, non ha fatto rimpiangere Totti. Oh, Totti, mica uno qualsiasi. Vi rendete conto? In quel ruolo è stato formidabile. Ha dimostrato di essere all'altezza della situazione, è in grande condizione e si vede. Contro la squadra di Mazzarri si proponeva continuamente, smistava palloni, allargava gli spazi ai centrocampisti. Con quel fisico, poi, non lo freghi mai. Insomma, ha dimostrato di essere un elemento molto importante. Non eravamo abituati a vederlo così determinante».
Quale dei due gol che ha realizzato le è piaciuto di più?
«Il secondo mi ha impressionato. In pochi riescono a dribblare in quel modo e a concludere verso la porta con quella potenza. Devo ammetterlo: Julio mi ha sorpreso in positivo, a differenza di altre volte in cui è sembrato più macchinoso».
Si discute molto del suo ruolo: centravanti, seconda punta, trequartista, centrocampista. Dove rende al meglio?
«Ha bisogno di partire da lontano, di far salire i compagni e avere il reparto a disposizione per non dare punti di riferimento ai difensori. In quella posizione al centro dell'attacco è stato eccezionale. Ha esaltato i compagni che hanno proposto più sistemi di gioco all'interno della stessa partita. Questo è il segreto della Roma, l'essere camaleontica. E Spalletti ha trovato quel giocatore di peso che mancava per risolvere le situazioni complicate».
Domenica rischierebbe il tridente con Menez, Vucinic e Baptista?
«Perché no. L'importante sarà sacrificarsi come è successo contro la Sampdoria. Attenzione, però, al Toro: giocherà alla morte, ma noi dovremo scendere in campo e imporre la nostra forza. Guai a prendere sotto gamba questo impegno, si rischia di pareggiare come lo scorso anno. I granata hanno fame, vogliono fare risultato, non hanno niente da perdere. Giocheranno la partita della vita, come sempre accade contro di noi».