IL MESSAGGERO - Botte a due giocatori, insulti a moglie e figlia di un altro. Il calcio dei mostri non si è fatto vedere sui grandi palcoscenici della serie A, ma si è mostrato in tutta la sua violenza su quelli più nascosti della B e della ex C. Ad Ascoli, sabato sera, dopo la partitta col Sassuolo, finita 1-1, l'attaccante Christian Bucchi si è trovato in mezzo ad un gruppo di tifosi che lo hanno contestato a insulti. Il lato più brutto è che sono rimaste coinvolte anche la moglie e la figlia che lo accompagnavano.
«Non doveva succedere. Sono state insultate e offese anche loro. Stavolta gli ultrà non c'entrano: Era uno sparuto gruppetto, persone di una certa età e qualche ragazzino. È vero, io li ho volutamente provocati dicendo sfogatevi, ma anche il mio era uno sfogo».
Bucchi, con un passato a Perugia, Napoli e Siena racconta di essere tornato da Ascoli con tante aspettative rinunciando a guadagnare molti più soldi andando in un'altra squadra «adesso però succede che se le cose vanno male la colpa è mia. Mi hanno perfino accusato di aver sbagliato apposta il rigore a Piacenza per far cacciare il precedente allenatore, Di Costanzo. Non vorrei che invece qualcuno si stesse nascondendo dietro le mie spalle» conclude senza però spiegare però a chi si riferisce.
A Castellammare di Stabia non ci sono stati insulti, ma botte. Domenica sera dopo la sconfitta della Juve Stabia (prima divisione, girone B) contro il Lanciano (0-2), alcuni tifosi hanno fermato l'auto su cui viaggiavano i giocatori Brunner e Radi, per poi aggredirli.
In seguito all'aggressione, l'intera dirigenza ha rassegnato le sue dimissioni. In una nota i dirigenti scrivono che l'ordinaria amministrazione sarà garantita fino al 31 gennaio 2009. Poco dopo la partita, aveva rassegnato le dimissioni anche l'allenatore Massimo Morgia.
Il sindacato calciatori ha condannato l'episodio ed ha preso contatto con l'Osservatorio per le manifestazioni sportive sollecitando provvedimenti.