
CORSPORT - Da riserva fissa a titolare inamovibile. Matteo Brighi sta vivendo il momento più esaltante da quando è a Roma e, forse, da quando ha cominciato a fare il calciatore. Spalletti lo manda in campo sempre, i compagni lo stimano, i tifosi lo adorano. E adesso, insieme con un altro giocatore che ha basato le sue fortune in giallorosso su serietà e professionalità, Max Tonetto, si candida a consigliere federale dellAic in rappresentanza dei calciatori. In passato, un altro romanista aveva ricoperto quel ruolo: Damiano Tommasi. Sarà un caso, ma anche lui era di quelli che parlavano poco e, quando decidevano di farlo, era solo perché avevano qualcosa da dire.
Del resto, le storie di Tommasi e Brighi sono molto simili. Il primo giunse da Verona nel giugno 1996 per rimanere dieci anni. Ebbe un inizio difficilissimo, con lOlimpico che lo fischiava ogni volta che toccava il pallone, ma poi seppe far ricredere tutto lambiente, diventando uno dei protagonisti dello storico scudetto del 2001. Brighi è arrivato dalla Juventus nel 2004 allinterno delloperazione Emerson. Girato immediatamente in prestito al Chievo per Perrotta è tornato a Trigoria solo nel 2007. Lanno scorso non ha praticamente toccato palla, tanto che in estate si era parlato della sua partenza. Spalletti, però, si è opposto. E adesso il centrocampista di Rimini non esce mai dal campo, si permette di segnare doppiette in Champions League (vedi Cluj) e comincia anche a pensare alla nazionale. Intanto, insieme con Tonetto, vuole entrare nellAssocalciatori.