
LR24 (AUGUSTO CIARDI ) - C’era una volta il calcio con due punte più o meno centrali. Non dobbiamo tornare al 1959, settanta anni fa, quando il Quartetto Cetra narrava le gesta di Spartaco cantando Oh oh oh oh che centrattacco. Parliamo del calcio che si poteva permettere Pruzzo e Iorio, e poi Pruzzo più Graziani, oppure Paolo Rossi e Bettega, o Careca e Giordano. Il calcio prima dell’esasperazione tattica, quello che nel tempo ha mortificato il trequartista, obbligato i difensori centrali a esercitarsi da registi di reparto, annichilito le alette che scartavano i terzini (pardon, gli esterni bassi), sostituito la prima punta col falso nueve perché “l’attaccante è lo spazio”. Verrebbe voglia di andarci, nello spazio. Magari là gioca ancora Bruno Conti lanciato da Falcao per saltare come birilli gli avversari, finta e controfinta, cross, Maurizio Iorio da Milano va sul secondo palo, perché se non la prende di testa il Bomber che va sul primo, magari un altro attaccante in area (pardon, che aggredisce l’area) può sempre fare comodo.
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