SVILAR a LR24.IT: "Non so spiegare la gioia di essere il portiere titolare della Roma. Il gioco di De Rossi è il mio calcio, l'obiettivo è la Champions" (FOTO e VIDEO)
EsclusiveMatteo De Rose
) - Dal ritiro al St George's Park parla Mile Svilar. Dopo la prima parte di preparazione a Trigoria, la Roma prosegue il suo lavoro in Inghilterra in vista dell'inizio del campionato e il portiere giallorosso ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni, dalle difficoltà prima di diventare titolare all'orgoglio di essere in giallorosso. Le sue dichiarazioni:"Sì, penso che tutti abbiano i propri tempi. Ho iniziato molto presto, forse troppo presto, adesso mi sento molto più maturato, molto più vecchio. Non posso dire che quel tempo di 6-7 anni mi ha fatto bene, ma neanche mi ha fatto male crescere sull'aspetto mentale. Penso che quello del portiere è un ruolo molto diverso da quello degli altri giocatori in campo, penso che il portiere debba essere pronto mentalmente più che fisicamente per prendere il ruolo di titolare in una grande squadra. Non posso dire che a 18 anni non ero pronto, ma mi sento molto molto più pronto adesso che 7 anni fa. Non è che durante i 7 anni sono stato fermo ad aspettare il mio momento, ho lavorato tanto, ho iniziato anche a lavorare mentalmente con un mental coach che mi ha aiutato tanto. Ho sempre avuto gente vicino a me che mi ha supportato, che sono stati sempre positivi, mi dicevano sempre che il momento sarebbe arrivato e così è stato. Il momento è arrivato e io ero preparato".
"Non ero solo il secondo, sono stato anche il terzo, ho fatto il terzo, poi il secondo, poi il terzo. Nella mia testa a volte era difficile accettare quel ruolo, perché io pensavo sempre di poter fare di più, che potevo dare di più alla squadra in cui giocavo. Poi gli allenatori dei portieri vedono da una posizione diversa, io lavoravo e non mi fermavo mai, a volte c'erano dei giorni in cui non volevo fare niente, non è sempre facile motivarsi per fare il secondo o il terzo portiere, ma ho sempre saputo, ho sempre detto a tutti che il mio momento stava per arrivare e che avevo lavorato tutta la mia vita per quel momento. Alla fine prima pensavo che il momento poteva arrivare prima, sì, però ci sono stati tanti momenti in cui pensavo che quello fosse il momento giusto e poi succedeva qualcosa per cui non era possibile. Alla fine penso che doveva essere così, sono molto felice e fiero di poter aiutare la squadra e di poter essere chiamato titolare di una grande squadra. È sempre stato il mio sogno, non solo il sogno, ma anche l'obiettivo e adesso c'è solo da crescere".
"Non ho un entourage molto grande. C'è qualche amico, due-tre amici, la mia famiglia, la mia fidanzata e basta. Il mio procuratore è anche il mio padrino, ma non ho tanta gente..."
"Volevo dirti anche che a volte è come dice lui, a volte è stata più dura per lui vedere tutte queste situazioni in cui ero secondo o terzo che per me. Non posso credergli al 100% che era più dura per lui, ma lui conosce bene il ruolo del portiere, anche per lui è stato difficile aspettare tanto tempo per vedermi titolare di una grande squadra. Devo ringraziare papà per la pazienza. Sì chiaro, anche adesso analizza le partite, ma più i gol. Se prendo qualche gol che non gli è piaciuto mi dà la sua opinione (ride, nda)".
"Per il portiere è tanto diverso, come vedono tutti con mister De Rossi abbiamo giocato un calcio diverso, con costruzione dal basso, in cui il portiere partecipa tanto, tantissimo, a volte sono io il giocatore che tocca più palloni della squadra durante il match. Si vede, è diverso, è ovvio, a me piace perché sono stato sempre in squadre che giocavano dal basso, come l'Anderlecht, il Benfica, dove ci si aspetta sempre di giocare un bel calcio. A me piacciono tantissimo le richieste di mister De Rossi di giocare dal basso, stiamo lavorando tutti i giorni, sui dettagli, a me piace tanto questo stile di gioco".
"Io sono contentissimo, non posso spiegarvi quanto sono contento. Come ho detto è sempre stato un sogno e un obiettivo essere titolare. E giocare tante partite in una squadra come la Roma. Non abbiamo iniziato a parlare di rinnovo ma per me non ci sono problemi, sono grato alla Roma e al mister per avermi dato fiducia totale. È la cosa più importante per un portiere".
"Io penso che i Friedkin abbiano fatto un bel lavoro, che hanno fatto degli investimenti importanti per far crescere la squadra. Abbiamo un mix di giovani ed esperti, un po' più vecchi, e sono tutti forti, si è visto subito".
"Per me Soulé diventerà forte forte".
"Mat è un portiere esperto, è un po' più vecchio. Per me Soulé può ancora crescere tanto e si vede che c’è qualcosa che quando tocca la palla può succedere qualcosa. Ogni volta che tocca la palla, anche in allenamento, ho la sensazione: 'Succederà qualcosa'".
"Se andiamo in Champions 2025/26. Penso che per una squadra come la Roma debba essere un obiettivo andare in Champions tutti gli anni. Non voglio mettere pressione ma una squadra così con 70.000 tifosi ogni 2 settimane allo stadio deve avere un obiettivo più grande. Abbiamo la qualità, le idee del mister e io penso che possiamo arrivare lontani. Pensavo che anche lo scorso anno potessimo finire in zona Champions ma non è successo per qualche motivo sportivo, credo che questo può essere l’anno per tornare in Champions".
"Non lo direi mai, uno che si può dire è che faccio sempre la croce perché credo".
"Io sono fiero di essere qua. Sono stato fiero due anni fa quando sono arrivato qua, ora ovviamente lo sono di più perché se giochi tante partite lo vivi da dentro. La gente, lo stadio, il supporto, l’essere parte di una istituzione così grande non è per tutti. Ho tanti amici che giocano a calcio in serie A e B in Belgio, noi tutti abbiamo avuto lo stesso sogno e lo stesso obiettivo di arrivare in una squadra il più grande possibile. Io sono uno di quelli che ce l’ha fatta, che è stato fortunato a giocare in una squadra come la Roma. Chi non vorrebbe giocare con la Roma? Penso che non esiste nessuno".
"Si guardano sempre i rigori, pure all’andata perché possono esserci sempre anche durante una partita, per il ritorno le 4 partite che abbiamo fatto con andata e ritorno abbiamo sempre parlato di più con il preparatore dei portieri e mi diceva sempre di guardarlo a casa prima di andare a Trigoria e di scrivere il lato preferito di qualsiasi giocatore e lui avrebbe fatto lo stesso. 3/4 ore prima della partita avremmo fatto un video di tutti i portieri e poi discusso della direzione (destra, sinistra o in mezzo). Contro il Feyenoord lo abbiamo fatto, ho seguito le istruzioni e 3 delle 4 erano giuste: due le ho parate, uno ha cambiato. Ho visto PSV-Feyenoord e Weda ha tirato dove abbiamo detto noi prima della partita".
"Io spero di poter giocare in quello stadio perché sarà una cosa fantastica, bellissima. L’Olimpico è bello ma lì sarà più bello con il tifo più attaccato, con questi tifosi sarà una locura
APPENA ARRIVATO

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