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Post Match - 82 giorni di Malen

12/04/2026 alle 23:00.
pmmal

LR24 (MIRKO BUSSI) - Il 16 gennaio Malen diventava ufficialmente un giocatore della Roma, il 18 gennaio debuttava e poneva la prima bandierina sulla Serie A, il 10 aprile l'ha praticamente capovolta diventando, in appena 82 giorni, il 3° marcatore di tutta la Serie A, dietro soltanto a Lautaro Martinez e Douvikas. 10 gol in neanche 3 mesi che diventano 11 allargando il conteggio alle coppe.

La fuga con cui ha squarciato la partita di venerdì sera, raccogliendo lo scarto prodotto dalla difesa avversaria, ha aperto un'altra categoria fin qui inesplorata nella collezione romanista di Malen: il gol dopo più di due tocchi. Finora l'olandese si era mostrato un predatore d'area di rigore, finalizzando all'interno o nei pressi dell'area piccola, prevalentemente a un tocco come richiede il manuale della situazione, sia contro il Cagliari che sull'assist di Zaragoza a Napoli o come, anche, nel 2-0 contro il Pisa. Degli 8 gol segnati su azione, 4 sono arrivati di "prima", 3 con appena un controllo prima del tiro, per stappare la gara di venerdì sera invece ha dovuto far sfoggio anche della sua voracità in conduzione, prima di aprirsi il tiro rientrando sul destro. La rete numero 8 della collana, quella dell'1-0, è anche quella realizzata da maggior distanza dalla porta finora, seppur comunque, come tutte le altre, dall'interno dell'area di rigore. Fin qui, i 10 gol di Malen sono la conversione di 8,34 xG a disposizione.

La prima decade di gol di Malen in Serie A si è completata quasi come a chiudere un cerchio. A Torino, nel primo gol, aveva svelato quella capacità di eclissarsi nella zona cieca del proprio difendente, quella tendenza a muoversi fuori linea, ricevendo il pallone da Dybala prima di scaricarlo in porta. Nel 3-0 di domenica c'è ancora Malen che vive alle spalle del proprio marcatore, pronto nuovamente a ricevere da un mancino che converge verso l'interno, stavolta Soulé, al quale come a Torino chiama il passaggio con chiari cenni. Gli basterà un tocco, in questo caso, per battere il portiere avversario.

Negli 11 gol stagionali, poi, ci sono anche 3 rigori, tutti segnati con esecuzioni differenti: incrociando in basso, come a Como, aprendo in basso, come col Bologna, o in alto, come contro Milinkovic al 'Maradona'. Una varietà di soluzioni che spiega al meglio, forse, il motivo per cui Malen risulti così deflagrante in Serie A: tende alla profondità, vive e respira in funzione della porta, ma con una strumentazione che mescola rapidità, più che velocità, ad un ampio bagaglio tecnico che lo porta a risultare imprevedibile. Al punto che, ad oggi, la conclusione vincente più ripetuta è un raffinato tocco sotto a scavalcare il portiere. Come quello su Perin, contro la Juventus, dopo un attacco alla profondità diretto sul filtrante di Koné, oppure quello contro il Cagliari, su una profondità "autoprodotta" grazie ad un controllo deluxe. E sono passati solo 82 giorni.