Post Match - Catene alimentari

31/08/2025 alle 15:05.
pmpisrom

LR24.IT (MIRKO BUSSI) - Quando Dybala minaccia l'area di rigore dall'angolo sinistro, Angelino ha appena ripetuto quello che aveva fatto Wesley a destra. Passaggio sull'esterno offensivo disposto in ampiezza, immediata sovrapposizione interna. Di là, Soulé non aveva trovato lo scorcio giusto per progredire avanti, così aveva riannodato il filo da Angelino che proporrà lo stesso menù a Dybala. L'argentino sfrutta il movimento del collega spagnolo guadagnando l'interno del campo. Il resto è ancora vivido nella memoria: Ferguson custodisce e lucida il pallone che Soulé girerà in porta per lo 0-1.

Dopo neanche 50 giorni, Gasperini ad ogni intervista accarezza sulla testa la propria creatura ringraziando per la disponibilità con cui è stato accolto. Una squadra che ieri, come una settimana fa, ha schierato 8/11 della passata stagione, togliendo dal conto Hermoso, seppur già a libro paga, oltre a Wesley e Ferguson, si è rapidamente convertita alla nuova dottrina. Che prevede, ad esempio, continui giochi in catena, come vengono chiamate le combinazioni tra calciatori disposti sulla corsia laterale del campo. Spesso, infatti, uno dei mediani si smarca in ampiezza nelle costruzioni ricercando una superiorità numerica esterna. A seconda delle situazioni e delle interpretazioni, terzo di difesa, quinto e trequarti si dispongono su altezze e porzioni di campo diverse per favorire l'avanzamento del pallone.

Si creano così, come si vede sotto, quei rombi di progressione che coinvolgono i 4 giocatori più esterni o, talvolta, la punta di riferimento come avviene nel fotogramma colto a sinistra già nei primi 5' di partita. È qui che la Roma mette in moto la propria catena alimentare, cercando di mangiare l'area di rigore avversaria. A Roma, dove al momento i quinti sono giocatori più cangianti come Wesley o Angelino, la fluidità nei posizionamenti permette di aumentare il tasso di imprevedibilità. Sullo stesso canovaccio, infatti, si vede da un lato (a sinistra) come la riga laterale sia impegnata dal quinto (Angelino), con El Shaarawy più interno. Sul giro opposto, la stessa disposizione viene realizzata diversamente: Soulé è in ampiezza con Wesley più interno.

Proprio nei comportamenti dei quinti si sono notate alcune variazioni sul tema classico di Gasperini: per disorganizzare il Pisa, infatti, spesso Wesley e Angelino venivano chiamati all'interno del campo, in zona di rifinitura, cercando di fissare in basso i quinti di Gilardino con El Shaarawy e Soulé in ampiezza.

Al 36', infatti, viene scattato il momento in cui, sotto Ferguson, si vedono contemporaneamente il quinto di destra e quello di sinistra. Sulla catena destra, dove queste combinazioni appaiono più fluide, anche ieri si è visto uno dei temi più distruttivi portati da Gasperini: l'inserimento del terzo di difesa. Al 28' del primo tempo, quando Wesley riceve in posizione centrale e si dirige da Soulé in ampiezza, Hermoso compensa immediatamente i movimenti dei propri colleghi di catena e si getta alle spalle della pressione avversaria.

Se a destra è dove la Roma ha lavorato più palloni, con Soulé e Wesley che sembrano riconoscersi ogni giorno più velocemente, è da sinistra, in particolare con l'ingresso di Dybala nel secondo tempo, che la squadra di Gasperini ha raccolto le maggiori soddisfazioni. 0,8 il dato di expected goals prodotto dalla corsia mancina, contro lo 0,37 complessivo racimolato su situazioni centrali o da destra. Da qui, infatti, Dybala infilzerà il blocco del Pisa sfruttando la sovrapposizione interna di Angelino. Movimento che era appena stato riprodotto da Wesley per Soulé una manciata di secondi prima. "Ora dobbiamo lavorare sui particolari più che sull’organizzazione generale che è abbastanza evidente grazie ai giocatori molto disponibili", dirà Gasperini dopo la partita. I particolari, quelli che da adagio del calcio, spesso fanno la differenza tra il bene e il male.