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Pjanic: “Derby alla Roma e segna Paulo”

17/05/2026 alle 08:46.
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GAZZETTA DELLO SPORT (A. D'URSO) - Un giorno potrebbe tornare a Roma da tecnico. Chissà. Perché allenare sarà il suo futuro e dal suo angolo di visuale, dal "pulpito" di Miralem Pjanic apprezzato regista in mezzo al campo ed ex giallorosso di rango, l'orizzonte si allarga sempre di colpo: "Sarebbe bello partecipare alla festa per il centenario del club nel nuovo stadio, l'amore per la Roma è sempre forte e mi fa piacere vedere la squadra del mio cuore spingere forte in questa emozionante volata per la Champions".

Per la quale, Pjanic, molto passa dal derby di oggi all'Olimpico, superfluo dirlo.
"È una partita importantissima alla quale la Roma arriva per fortuna in grande condizione fisica e psicologica dopo tre vittorie di fila, con un entusiasmo palpabile. È vero, il derby è sempre una gara a sé, ma le motivazioni dei giallorossi sono ovviamente di gran lunga superiori a quelle degli avversari: la Lazio, dopo un campionato fin qui de-ludente, cercherà anche per una questione di rivalità di di orgoglio di fare del suo meglio per fare lo sgambetto alla Roma per impedirle di raggiungere il suo traguardo. Quindi, servirà molta attenzione".

Lei ha giocato anche il derby di Torino, quelli turchi e Barcellona-Real. Nella classifica delle emozioni e nella scala della tensione in quale posizione piazza Roma-Lazio?
"La stracittadina di Roma non è seconda a nessun altro derby. Tutta la città vive questa partita con grande trasporto emotivo, si inizia a parlarne molti giorni prima del match. E una sfida per certi versi straordinaria, con l'Olimpico sempre strapieno. Una partita paragonabile appunto al Clasico tra Barça e Real o ai derby in Turchia tra Galatasaray e Fenerbahce e in Francia tra Lione e Saint-Etienne. Tutte gare speciali, certo, ma Roma-Lazio ha un sapore diverso che non ti lascia più".

Sarà il derby di Malen?
"Certamente sì. Lui segna a prescindere ed è un valore aggiunto di questa squadra. Ha giocato in modo straordinario da gennaio ad oggi e anche lui, ne sono sicuro, non vede l'ora di segnare nel derby: gliene parlano tutti da giorni, settimane, e lui immagina quale impatto potrà avere sui tifosi un suo gol. Ecco perché cercherà in tutti i modi di entrare nella storia dei derby di Roma...".

E Dybala? Pensa sul serio che possa essere il suo ultimo derby?
"Paulo non ha nulla da dimostrare. Penso che uno come lui la Roma debba tenerselo stretto perché riesce sempre ad essere decisivo. È un giocatore di qualità, spessore, sono molto legato a lui. Abbiamo condiviso stagioni importanti alla Juve. E da tifoso romanista spero che resti per giocare la Champions con la Roma. E difficile trovare in giro giocatore del suo livello e della sua esperienza. Spero rinnovi presto".

Altri due giallorossi si sono rivelati finora fonda-mentali: Wesley e Koné (che oggi però partirà dalla panchina, ndr).
"Il brasiliano ha giocato una stagione importante, si è adattato bene a sinistra e con le sue doti atletiche e tecniche ha dimostrato di essere un giocatore di livello internazionale. Lo stesso si può dire di Koné. Da osservatore, posso testimoniare che è diventato un punto di riterimento anche per la nazionale. Nessuno è insostituibile, ma il discorso fatto per Dybala vale anche per lui: se la Roma vuole crescere deve tenersi questi giocatori anche per le prossime stagioni, paletti del Fair Play finanziario permettendo".

Qual è il ricordo più bello dei suoi derby?
"Quando Federico Balzaretti segna al volo nel settembre del 2013 e io vado ad esultare con lui: ho ancora nelle orecchie il boato dei tifosi giallorossi… Vincere un derby è un'esperienza bellissima, mi è capitato con Rudi Garcia in panchina e non si dimentica. Lo vivrò anch'io, a distanza, con una passione particolare. E una gara che da giocatore non vedi l'ora di giocare".

In questa volata Champions chi ha più carte da giocare tra le candidate in questi ultimi 180'?
"Non lo dico perché tifo Roma, ma Gasp ha portato la squadra ad un livello di condizione eccellente com'è sua consuetudine negli sprint di fine stagione. La squadra ha dei vantaggi rispetto alle altre. Perché è difficile giocare contro i giallorossi, l'unico errore da non commettere nel derby è sottovalutare la Lazio che, come ho detto, vorrà prendersi una copertina dopo aver perso la Coppa Italia. Conosco Sarri e i suoi giocatori daranno il massimo in un'occasione così importante".

Si è chiesto come mai il suo amico Francesco Totti non è ancora entrato in società?
"Glielo auguro, da dieci anni si parla di un suo ritorno nel club, ma non conosco le dinamiche degli ultimi mesi. Di certo potrà mettere a disposizione la sua competenza oltre alla sua immagine in ottica centenario".

In queste settimane si parla molto di Kerim Alajbegovic, che piace a diverse italiane tra cui la Roma. Esi dice che lei stia facendo da intermediario. Ce lo descrive? Sarebbe ideale per il gioco di Gasperini?
"Sì, in effetti sto lavorando con il papà di Kerim, Semin, che è il procuratore. Si tratta di un giocatore giovane, di talento, di grande potenzialità e prospettiva (che l'italia purtroppo conosce bene dopo il playoff letale dello scorso marzo, ndr), si fa notare per il suo gioco e la sua velocità. Vede molto la porta. Piace a molti club, ma devo dire per onestà che al momento non ci sono accordi con nessuno. La sua famiglia guarda da vicino l'italia, un Paese che interessa molto. Vedremo cosa succederà alla fine, comunque non voglio sbilanciarmi per adesso".

Si sbilanci, invece, sul derby: qual è allora la sua più sincera previsione?
"Vince la Roma 2-0, gol di Malen e Dybala…".