Prosegue lo sciopero dei laziali, alle 12 il primo derby della storia senza una delle due tifoserie. Nel 2021 l'Olimpico rimase vuoto, ma l'assenza era imposta dal Covid: a gennaio trionfò la Lazio (3-0), a maggio la Roma (2-0) con gol di Pedro. I biancocelesti avevano già disabitato gli spalti nel settembre 2013, ma solo per i primi 5' e per mera goliardia dopo il successo in coppa Italia del 26 maggio. "Ah dimenticavo, c'è il "Memorial" derby: finisco la birra e poi entro", recitava lo striscione. (...) Staccati appena 1100 biglietti tra Curva e Distinti: lasceranno deserti i settori, incitando la squadra da Ponte Milvio prima e durante la partita. Al triplice fischio della finale con l'Inter la Nord aveva comunque chiesto a
Romagnoli e Rovella di onorare l'impegno e "dare tutto per la maglia". Giovedì il diktat perentorio della Sud - "Non faremo i burattini, se si gioca lunedì resteremo fuori"- veniva cavalcato dal club, che in una nota palesava di "comprendere il legittimo disappunto" del tifo giallorosso, promettendo di "lavorare incessantemente" perché il big match si disputasse oggi. La Lazio è rimasta silente. Vista la diserzione biancoceleste, da tre giorni è aperta ai tifosi di casa anche la Tevere Nord, normalmente destinata a zona cuscinetto. La scenografia di 50mila romanisti coinvolgerà anche la tribuna. Quella laziale non sarà animata come mercoledì. Ma farà comunque rumore.
(Il Messaggero)




