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Gasp fa piazza pulita: staff, medici, dirigenti. Vuole incidere di più e chiede chiarezza

06/05/2026 alle 09:14.
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Se le parole sono pietre, le sue Gasp ha deciso di scagliarle contro il muro delle incomprensioni, o almeno ciò che ne resta dal momento in cui Ranieri è fuori dai giochi e Massara è destinato a seguirlo a breve. Dopo la vittoria sulla Fiorentina, il tecnico ha ribadito l'urgenza di una maggiore chiarezza interna, ha parlato di necessario supporto nelle scelte e soprattutto ha chiesto a gran voce di salvaguardare questo gruppo, lo stesso che la proprietà ha lasciato intendere di voler rivoluzionare nelle ore successive al 5-2 con l'Inter, aggiungendo qualità tramite il mercato. [...] La prima: le divergenze sul target degli acquisti. Gasp lo ha spiegato bene: avrebbe voluto lavorare con più gente come Malen e Wesley, preferendo meno colpi ma mirati. Se la Roma insegue ancora la Champions lo deve soprattutto alla capacità del tecnico di tenere unita la squadra mentre sembrava esposta ai venti di Trigoria e all'abilità dei calciatori nel seguirlo evitando ogni crisi di rigetto. Due sere fa Gasperini ha pure ricordato come il 4° posto sarebbe stato maggiormente alla portata se in estate fossero stati fatti degli sforzi diversi, precisando inoltre che "Io lavoro però con le mie idee e se devo farlo con quelle degli altri, meglio trovarmi un altro posto". Ma il fraitendimento più grande riguarda forse la natura stessa del progetto affidatogli. I Friedkin da due anni a questa parte mettono mano al portafogli quasi esclusivamente per tesserare under 24: da Koné a Soulé, passando per i più recenti El Aynaoui e Vaz, la tendenza dice che i calciatori oltre una certa soglia d'età vengono presi prima in prestito e poi eventualmente riscattati. Dan vuole cominciare a fare plusvalenze, Gasp lo ha accettato ma vorrebbe pure provare a vincere. Lui e il club non sembrano essersi capiti neppure sul ruolo di Ranieri. Gasp, che a giugno ha scelto la Roma anzichè la Juve pensando di lavorare in un ambiente protetto, si è sentito a lungo solo. Gasperini a Roma ha portato il vice Gritti, il collaboratore Fumagalli e i preparatori Borelli e Boccolini. Le altre professionalità sono l'eredità vivente di Ranieri, dal collaboratore Spalla al preparatore Spignoli, passando per il responsabile sanitario Petrucci e agli uomini che si dedicano al recupero degli infortuni, come Bertolone e Catalano. Non con tutti è stato amore a prima vista. L'allenatore è rimasto inoltre perplesso molte volte sulla gestione dell'infermeria: a Trigoria, spesso, dettano legge gli specialisti esterni di fiducia di Friedkin. Da qui i cortocircuiti sui ritardi di condizione e soprattutto sulla scelta di terapie conservative che non sempre hanno dato i loro frutti. Dybala è stato fuori 40 giorni prima dell'intervento al menisco, Ferguson addirittura 45 e poi è finito sotto i ferri mentre per far operare Dovbyk sono serviti dieci giorni di riflessioni in seguito a una ricaduta. "Fare la Roma più forte", per Gasp, significa cambiarla anche e soprattutto dall'interno.

(corsport)