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Emergenza Roma, Gasp non si piega

08/03/2026 alle 08:40.
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L'attacco è nato storto e le cose non sono cambiate nel corso dei mesi. Malen ha tamponato un problema già strutturale, angosciato ancor di più dagli infortuni secolari di Ferguson e Dovbyk, e prima ancora di Bailey e successivamente di El Shaarawy e Soulé. Per fortuna c'è Donyell, che gioca tanto, segna e non toglie il sorriso a Gasp, alla prese con una volata Champions che vede la Roma in vantaggio teorico ma con le pieghe-piaghe di un calendario che proprio vantaggioso non è. A partire dalla sfida di oggi pomeriggio a Marassi, stadio che Gasp conosce bene, e contro un avversario guidato da De Rossi, che la Roma conosce bene (e viceversa). (...) Ciò che piace di Gasp è questa sua voglia di non cercare alibi. (...) Lui guarda avanti e ci crede, come sempre, nonostante tutto. "Ci sono Malen, Vaz, Venturino, Pellegrini, Zaragoza… E recuperato anche El Shaarawy. Abbiamo i numeri per continuare a giocare come fatto finora". E torniamo al famoso "animo", buttato lì dopo Roma-Juve che, secondo Gasp, non ha lasciato strascichi. (...) che ha ributtato nella mischia la Vecchia Signora e costringerà la Roma, se vuole andare in Champions, a sobbarcarsi uno sforzo in più, visto che ora torna anche l'Europa League, la prima è con il Bologna al Dall'Ara giovedì prossimo, prima dello scontro diretto con il Como, che ieri ha vinto a Cagliari e ora è quarto con i giallorossi. "La coppa è importantissima e la giochiamo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo. Non servono a nulla i calcoli fatti in anticipo. Abbiamo dei diffidati (Mancini e Ndicka stasera), speriamo non capitino altri infortuni. Dobbiamo pensare partita dopo partita e utilizzare tutta la rosa. Vaz è l'alternativa di Ma-len, ci sarà bisogno di lui e Arena". La Roma perde i pezzi anche quando le avversarie li ritrovano. "Ma siamo lì, tutti hanno avuto infortuni. Ho avuto quindici o sedici giocatori che hanno avuto pochissimi problemi fisici, mentre altri sono stati fuori per mesi. Di solito il numero di infortuni è lo stesso ma meglio distribuito. Io continuo a guardare avanti. Saranno due settimane toste ma non decisive, conta restare dentro, le sfide decisive saranno a maggio". Per restare dentro, intanto, bisogna vincere a Genova. "Conosco bene il Ferraris, è pieno e il Genoa va forte. Dobbiamo pensare alla squadra e alla prestazione. Se arrivi con tutti questi pensieri negativi corri il rischio di perdere. Dobbiamo, invece, arrivarci forte". Gasp mastica amaro ma non se la prende - almeno pubblicamente con nessuno per gli infortuni e per i ritardi nei recuperi. "Sarebbe presuntuoso parlare di medicina. Non ho competenze rispetto ai medici, loro sono professionisti. Quest'anno si sono dovuti confrontare con casi limite". E li elenca, da Ferguson, arrivato già con problematiche consolidate a Dybala, ultimo dei dispersi, fino ad Angeliño; che non si sa quando tornerà in cam-po. È leggero quando si parla di Totti e della cena di qualche giorno fa. "Non sono nella condizione di proporre ruoli, non ne ho mai parlato. A cena si è discusso di calcio, e Francesco mi piace come ne parla. Per me è piacevole. Chi ha pagato la cena? Nessuno dei due". Magari Candela.

(Il Messaggero)