Bologna capitale, un'altra festa a Roma. Gasp, l'ultima beffa

La penna degli Altri
venerdì, 20 marzo 2026 alle 8:39
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Una si doveva fare male, non si può essere felici insieme, questo turno di coppa non lasciava spazio per tutte e due. E la strada della gioia l'ha trovata il Bologna dopo una partita lunghissima, intensa, ricca di emozioni gol ed episodi: (...) un bel manifesto per il calcio italiano. Se la Serie A fosse sempre questa ci divertiremmo di più. Allora, palla in mezzo e vinca il migliore. Ma solo dopo i titoli di coda. Ai supplementari, così fa più male. O fa godere di più, dipende, la felicità è nei dettagli. E il dettaglio è il gol di Cambiaghi al minuto 111. Il Bologna aveva dominato e controllato la partita per larga parte con il talento e la qualità del suo tridente magnifico, Bernardeschi, Rowe, Castro, non a caso tutti e tre in gol, che stava strapazzando una Roma a tratti imprecisa, confusionaria, ma che ha avuto il grande merito nelle difficoltà di non rinunciare e di crederci. La squadra di Italiano è sempre andata in vantaggio, aveva chiuso il primo tempo sul 2-1, ha creduto sul 3-1 che fosse fatta. Finita. (...) L'ingresso di Robinio Vaz ha sparigliato e la Roma era riuscita a trovare il pari e portare la partita all'extra time. (...) Vaz ha avuto personalità, corsa, ha messo la struttura fisica, ha trovato profondità e giocate per cambiare una partita che sembrava persa con troppo anticipo. Ha dato il suo enorme contributo sull'1-3 guadagnandosi il rigore che Malen ha realizzato e ha dato il via all'azione del 3-3 di Pellegrini che ha portato le squadre ai supplementari. Ma non è bastato, (...) il Bologna ha avuto il merito di trovare la rete della gioia.
Per la squadra di Italiano, che all'Olimpico dieci mesi fa vinceva la Coppa Italia, l'Europa si conferma sempre un posto speciale. (...) La Roma doveva salvare la stagione, usare Europa League per dimenticare il marzo terribile, la rimonta clamorosa subita con la Juventus, le sconfitte con Genoa e Como, il quarto posto perso, ma il piano di scorta non ha funzionato e alla fine la Curva Sud ha respinto i giocatori giallorossi, contestandoli. Restano tanti, troppi però. La solidità difensiva non è più un punto di forza. Malen è un attaccante solitario. C'è poca qualità: tanti problemi e una stagione mezza finita. Ci sarà tempo per rifletterci senza coppe.
(La Repubblica)

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