Lo sguardo della Roma, ieri sera, volava lontano, fino al King Abdullah Sports City, sulle coste del Mar Rosso. A una sessantina di chilometri da Gedda, in Arabia Saudita, andava in scena la semifinale di Supercoppa di Spagna tra Atletico e Real Madrid, uno di quei match che accendono la notte mondiale del calcio. Tutti pazzi per il derby madrileno vinto dai blancos? In parte. Ma a Trigoria e tra i tifosi giallorossi l’attenzione era altrove: su Giacomo Raspadori. Più che sul pallone, sulla panchina. Più che sul risultato, su quel rientro nella capitale spagnola dopo una partita vissuta da spettatore, senza neppure un minuto in campo, che profumava tanto di addio imminente. (...) il trasferimento di Raspadori alla Roma non è mai stato così vicino. Al Fulvio Bernardini domina un cauto ma palpabile ottimismo, mentre Massara ha ormai la sensazione concreta di avere il giocatore in pugno. Le riunioni si sono susseguite senza sosta: ieri il vertice di mercato con Gasperini, Ranieri e Ryan Friedkin, prima ancora l’incontro con l’entourage del calciatore e le call con l’Atletico Madrid per limare gli ultimi dettagli. La struttura dell’operazione è chiara: prestito oneroso da 2,5 milioni, con diritto di riscatto fissato a 19 milioni più bonus. Una “penale” da versare agli spagnoli in caso di mancato acquisto. (...) Massara ha il dito sul mouse, pronto a cliccare “invio” per lo scambio dei documenti. Anche perché alla base dell’intesa c’è un segnale fortissimo lanciato al giocatore: centralità nel progetto, riscatto a fine stagione e un ulteriore rialzo dell’ingaggio, vicino ai 4 milioni netti a stagione. Un vero all-in. Un messaggio chiarissimo: la Roma vuole fare di Raspadori un perno del nuovo corso targato Gasperini, che non a caso ha già avuto più di un contatto diretto con il venticinquenne di Bentivoglio. (...)
(corsport)




