Gasp alla Roma: “Sbrighiamoci”

30/08/2025 alle 09:53.
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A Pisa per una conferma dopo quanto visto con il Bologna, e che tre più tre faccia sei, e prima della sosta non sarebbe male. Si va all'Arena Garibaldi, che riapre alla serie A dopo 34 anni, con quelli che ci sono, con una rosa buona ma mancante e con un mercato ancora aperto, seppur per poco tempo. C'è fretta, e Gian Piero Gasperini lo sa. Non si getta in polemiche, ma è chiaro, come gli capita sempre. Su Sancho, ad esempio; sui progetti; su Dybala, Dovbyk e Pellegrini, che torna a far parte dei convocati, in attesa di giudizio.
Gasp sa bene cosa manchi alla Roma. Non più un difensore, e con l'arrivo di Ziolkowski, ammette, «Siamo completi», pur specificando che il polacco è stata «un'intuizione di Massara e io mi fido: i giovani permettono alla società di non guardare sempre calciatori top con costi elevati, ma la base devi averla, altrimenti fai fatica». […]

Un filo rancoroso su Sancho, che sarebbe servito non solo per completare il reparto offensivo ma per rinforzarlo. Ma le preghiere sono finite. «Non so quali siano i margini in questi giorni. Non bisogna mai pregare nessuno. Vale per Sancho e per tutti gli altri: è una grande opportunità per loro, se entrano in questo tipo di pensiero le cose si sposano, altrimenti non puoi mettere insieme due mentalità opposte. Non lo so, se lo capisce ha senso, altresì starà dove. Non è un problema». [...]

«Si sta cercando di costruire. Sono usciti circa dieci giocatori, quasi mezza squadra che si riforma e si riprepara. Il rimpasto ha bisogno anche di tempo, però nel calcio non ce n'è. Il tempo è ristretto, non mi prendo alibi. Quello che puoi fare bisogna farlo subito. Non c'è più tempo da perdere». Chiarissimo. Su Dybala, poi: «Dybala è un valore aggiunto, soprattutto quando sta bene. E un grande giocatore, ha sicuramente un piede straordinario. Non sono tanti quelli che riescono a creare un gap, lui rientra in questa fascia. Ma nessun giocatore, per quanto importante, può essere spiazzante per la Roma. Che deve avere una sua identità a prescindere dall'individuo. Poi l'individuo può dare qualcosa di più. Vincoli tattici su di lui? Tutti devono fare la fase difensiva, Paulo va sfruttato per le sue caratteristiche, non gli posso chiedere di difendere su settanta metri di campo».

E veniamo a Dovbyk, destinato a sentirsi in uscita almeno per altri due/tre giorni. Gasp non lo blinda, ma lancia un messaggio: finché è qui deve essere uno da Roma. «Non ho alcuno appunto da fargli, né a lui né a gli altri, sempre pienamente disponibili in questi mesi. Quello che mi aspetto da Artem a Pisa, che giochi dall'inizio o dopo o niente, è che porti la sua energia per fare risultato». Su Pellegrini il discorso è diverso: società e calciatore stanno cercando, per lui sì, una via d'uscita.  Ma non è semplice visto il contratto che Lorenzo si porta dietro. L'allenatore, intanto, lo convoca per Pisa, poi a fine mercato spiegherà quanto realmente potrà entrare nelle rotazioni. «Devono trovare la soluzione migliore per entrambi, mi prendo un merito perché finalmente hanno raggiunto dei colloqui insieme. È un ragazzo maturo, attaccato alla Roma ed è disponibile per la sua carriera a fare altre scelte. È un bel ragazzo, non fatelo passare. Gli auguro il meglio se va via, il problema è che mancano tre giorni».

(Il Messaggero)