
GAZZETTA DELLO SPORT - Fabio Capello, figura leggendaria del calcio mondiale e allenatore che ha guidato sia la Roma a uno storico Scudetto sia la Juventus, offre la sua prospettiva sull'imminente scontro diretto tra le due squadre. Analizza la situazione attuale dei club, le scelte tecniche e i possibili protagonisti della sfida dell'Olimpico.
Se domani le offrissero per 90' una delle due panchine dell'Olimpico, sceglierebbe quella della Roma o della Juventus?
"In questo momento mi intrigherebbe maggiormente la Juventus, a me piacciono le sfide. Ranieri ha già vinto la sua, la Roma è in viaggio. Tudor, invece, è in fase di ripartenza".
Lei è passato dalla Roma alla Juventus prima da giocatore e poi da allenatore. Se ci ripensa?
"Mi viene in mente come arrivai alla panchina giallorossa. Un giorno incontro Gaucci, all'epoca presidente del Perugia: "Fabio, perché non vai ad allenare la Roma?". Gli dico che non ho il numero di Sensi e me lo dà subito lui. Poi con Sensi ci siamo trovati su tutto. Al di là dello scudetto, a Sensi sarò sempre grato per quando portò me e mia moglie a cena in Vaticano. Però..."
Però...
"Mi spiace non averlo salutato quando ho lasciato la Roma per andare ad allenare la Juventus. É successo tutto velocemente: non mi sentivo più felice in giallorosso e quando i bianconeri mi hanno chiamato ci siamo accordati da un giorno all'altro".
La sfida tra Roma e Juventus che ricorda meglio?
"Il 2-2 a Torino del maggio 2001, quello decisivo per la vittoria dello scudetto. Ricordo certe sensazioni di campo come avessimo giocato ieri: Totti era un po' stanco e lo cambiai con Nakata. E poco prima avevo sostituito Delvecchio con Montella. Rischiai e andò bene: dal 2-0 per la Juve al 2-2 grazie al gol del giapponese e di Vincenzo".
Tudor o Ranieri: chi si qualifica per la Champions?
"Una pizza la giocherei sulla Juve perché ho la sensazione che i bianconeri non abbiano ancora mostrato tutte le risorse. Thiago Motta chiedeva di eseguire il compitino e l'impressione è che la squadra alla fine sia andata in confusione. Ma resto convinto che Koopmeiners non possa essere la controfigura del bel giocatore ammirato nell'Atalanta di Gasperini".
Perché Ranieri è speciale?
"Perché non si inventa nulla, cerca le cose semplici e logiche: motiva e mette in campo i migliori nei ruoli adatti per esaltarne le caratteristiche. E dà fiducia anche ai giocatori fischiati dal pubblico".
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Della Roma di Ranieri chi avrebbe trovato spazio nella squadra dello Scudetto 2001?
"Dybala e Svilar, gran portiere".
E della squadra di Tudor nella sua Juventus 2004-06?
"In campo, nessuno. In squadra soltanto Yildiz, che ha qualcosa di diverso. È un Kandinsky: chi ha questi quadri se li tiene stretti perché il loro valore cresce sempre. Fossi nella Juventus, farei lo stesso".
Dovbyk (16 gol) o Vlahovic (14) come nove per una sua squadra?
"Perché dovrei prendere uno dei due? Ma fossi nella Roma, farei attenzione a Vlahovic domani: il serbo può essere l'uomo decisivo. Lui o Koopmeiners, che prima o poi deve tornare quello vero. Tra i giallorossi punto su Svilar".
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Fosse in Ranieri quale tecnico sceglierebbe per il post ... Ranieri?
"Un allenatore esperto che sappia anche ascoltare Ranieri e da questo punto di vista Pioli potrebbe essere un'ottima scelta. Stefano ha vinto lo scudetto con il Milan".