"Anti Lazio": ecco il manifesto della rivalità

La penna degli Altri
roma lazio coreografia curva sud 2
IL TEMPO (F. BIAFORA) - «Anti Lazio». È breve e conciso il messaggio che sceglie la Curva Sud per accogliere i rivali di sempre nella prima partita del 2025. In un settore in cui non entra neanche uno spillo, gli ultras giallorossi «dedicano» la scenografia di tutto il settore a quelli biancocelesti, riprendendo uno stendardo che viene esposto da anni, con l'identica bandiera che venne sventolata da Mancini dopo il derby dello scorso anno, deciso proprio da una sua rete. La scritta in rosso su sfondo giallo - con i distinti colorati metà di rosso e metà di bianco - è d'impatto immediato e rientra nel consueto gioco degli sfottò, con uno striscione nella parte bassa della Sud: «Oggi come ieri».
Prima del fischio d'inizio gli animi all'interno dell'Olimpico - mentre Hernanes sbaglia settore e si ritrova tra i romanisti - sono abbastanza calmi, con l'esposizione di un mega stendardo raffigurante un tifoso biancoazzurro nel proprio letto, con tre vignette ad esprimere pensieri ed incubi durante il sonno. Una raffigura proprio il vice-capitano della Roma, un'altra appunto la scritta «Anti Lazio», che come detto verrà poi riutilizzata, e infine su una è disegnato un topo su sfondo bianco e azzurro. «Noi viviamo per L'AS Roma, voi pure», una delle varie scritte esposte nel pre-gara.
Finito lo spettacolo andato in scena durante l'inno di Venditti e onorato, se non da uno sparuto gruppo in Tevere, il minuto di silenzio per Agroppi, parte subito il repertorio di cori, tra supporto alla squadra e altri attacchi alla Lazio.
E via con la sfilata di striscioni, con anche diversi ricordi di chi non c'è più, come il piccolo Michalis: «Gente giusta, che non è preda di ideologie alla moda», «Una cosa s'è capita, la mitomania come scelta di vita», «Scelgo di essere laziale... già parti male», «Gli unici maledetti i vostri interessi», «Estranei al vostro veleno borghese, viva la Roma e la sua gente», «Ossessionati nel ricordarci di essere 'élite'. Complesso di inferiorità, si chiama così», «L'interista a Ponte Milvio ti abbracci, in Tevere ti esulta in faccia». Esposto anche un lungo striscione - «In campo, sugli spalti ed in ogni angolo della città, un odio eterno chiamato anti-lazialità» - accompagnato dalle foto di alcune «risse» da derby: Cervone contro Boksic, Mancini contro Marusic, Zago contro Simeone e De Rossi contro Radu. Il derby è sempre il derby e lo spettacolo, come al solito, è assicurato.

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