Nainggolan al veleno: «Esonero barzelletta»

La penna degli Altri
venerdì, 20 settembre 2024 alle 5:36
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IL TEMPO (F. BIAFORA) – Radja Nainggolan non si nasconde dopo l'esonero di Daniele De Rossi. Il Ninja, che con l'ormai ex tecnico della Roma ha condiviso campo e spogliatoio per 4 anni e mezzo, commenta con il quotidiano la decisione dei Friedkin di cambiare allenatore e di affidarsi ad Ivan Juric.
Qual è stata la prima reazione nel leggere il comunicato del club?
«Mi è sembrata una pura follia. L'anno scorso lui è venuto a Roma dicendo che non gli interessavano neanche i soldi, poi si è conquistato la conferma con buoni risultati. Gli fanno un contratto triennale annunciandolo in pompa magna e ora questo…Dopo quattro giornate viene cacciato, mi è sembrata una cosa strana, una pura follia».
La Roma ha motivato la scelta con la carenza dei risultati. La convince?
«Sono discorsi assurdi. L'Atalanta ha perso 4-0 con l'Inter ed è stata inguardabile, mica hanno cacciato Gasperini perché non ha iniziato come negli anni precedenti. Gli fai tre anni di contratto e dopo quattro giornate lo cacci, secondo me c'è qualcosa dietro. Possono raccontare quello che vogliono sui risultati, ma se tutti i giocatori sono dalla parte sua evidentemente c'è qualcosa in più rispetto quello che dicono. Mi sembra davvero strano».
Alla luce di quanto successo, De Rossi ha fatto bene ad accettare la Roma a gennaio scorso?
«Hanno preso De Rossi per calmare un po' la piazza, visto che dopo che era arrivato Mourinho la piazza era in completa euforia. Dopo aver cacciato Mourinho dovevano trovare una persona con cui i tifosi sarebbero rimasti dietro la squadra e con De Rossi avevano trovato la giusta soluzione. Dopo quattro giornate non puoi mai dare giudizi definitivi. Mi sembra una barzelletta questo esonero, non è giustificabile con il fatto che ha fatto tre pareggi in quattro partite, alla fine ha perso soltanto una partita. Gli avrei dato molto piu tempo, perche l'anno scorso quando è subentrato la squadra giocava molto meglio rispetto a quando c'era Mourinho».
C'era il tempo di recuperare?
«Bastavano un paio di vittorie ed eri nuovamente lì in alto, la classifica è ancora corta. Si parla di una decisione presa dopo un pareggio al 95'... Hai un allenatore giovane, che ha poca esperienza, che ha fatto bene l'anno scorso e gli fai tre anni di contratto. Tutte le cose fatte erano soltanto di facciata e per far vedere ai tifosi che avevi fiducia in lui, che era l'allenatore del futuro... È una storia non completa, capito? Quella dei risultati non è una cosa che puoi raccontare. Se tu dai questo contratto a De Rossi vuol dire che gli devi dare il tempo per lavorare e quattro giornate non è il tempo giusto per lavorare per iniziare una nuova stagione. Ci sono stati tanti cambiamenti. Dovbyk ha bisogno di tempo per inserirsi, Soulé idem anche se ha qualità. Tanti giocatori sono venuti dall’estero e hanno bisogno di adattarsi in Italia. Non gli è stato permesso di lavorare su tutto questo, il mercato è stato completato tardi».
De Rossi ha sbagliato qualcosa nelle conferenze stampa:
«E più credibile uno che dice cose come quelle su Zalewski e che va contro la società o è meglio avere un lecchino che dice 'È stata una scelta mia'? Se ne va via a testa alta. Deve rimanere sempre sé stesso perché è apprezzato per quello che è, per quello che era come giocatore, per quello che è come allenatore e come uomo. Io non cambierei mai per nessuno. Ha fatto pure giocare un giovane come Pisilli, che è andato benissimo. Ha avuto le palle per far giocare i giovani. Uno si allena meglio e gioca. Solo così rimane credibile davanti allo spogliatoio. Ha ribadito 100mila volte che voleva essere giudicato solo come allenatore e che era pronto alle critiche. Non hanno mai avuto bisogno di giocarsi i jolly della carriera che ha fatto alla Roma».
Che futuro vedi ora per la Roma? Che ne pensi di Juric?
«È tutto da vedere. Ha fatto bene a Torino e Verona. Poi ora è in una grande squadra, deve tirar fuori un po' più le qualità dei giocatori. Ha fatto sempre un calcio molto fisico e molto intenso. La Roma non ha una squadra per arrivare tra le prime quattro. Non sarà affatto facile arrivare in Champions League».

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