IL TEMPO - Con la stessa voglia mostrata sabato scorso, sempre all'Olimpico, contro il Genoa. Ranieri è chiaro con la sua Roma che continua, malgrado tutto, a mettere «tra le prime dieci d'Europa». E stasera contro il Basilea per la terza tappa di Champions Totti & Co. avranno modo di dimostrarlo provando a «chiudere» il discorso qualificazione: o almeno a mettere una grossa ipoteca sugli ottavi dell'E
Così, aspettando il primo gol stagionale di Totti, Ranieri professa concentrazione e cattiveria per questa Roma ritrovata... anzi «in crescita» nella quale inizia a girare anche la coppia con Borriello. «Lui con Totti sono la coppia principale» dice per spazzar via tutte le scorie di quel «una coppia che non è una coppia» ipotizzata da molti in avvio di stagione. La crisi è alle spalle, ma il tecnico giallorosso vuole tenere i suoi sulla corda, perché finora ha visto solo segnali e non una vera e propria guarigione. Come sull'affanno degli ultimi minuti e la carenza di attenzione ha una sua teoria.
«Credo sia una cosa più che altro mentale. L'anno scorso anche arretravamo tutti ci compattavamo, non soffrivamo più del dovuto. Con l'Inter ci è riuscito, anche il Genoa sabato non ha avuto tutte queste occasioni ed è segno che fisicamente ci siamo. Poi però un po' di apprensione ti viene, prendi pali, traverse e poi ti segnano comunque, in un periodo in cui succede troppo spesso, subiamo troppe reti. E quindi un po' di apprensione che tutto venga vanificato può esserci». Poi si toglie un sassolino dalla scarpa sulla questione «nazionali». «Sono d'accordo sull'idea di chiedere un risarcimento alle federazioni. Saremmo stra-ricchi perché ogni volta che diamo qualcuno torna acciaccato».
Ma c'è da pensare alla Champions e a un Basilea che verrà all'Olimpico a caccia del suo primo punto nel girone. Ranieri avverte i suoi e visto il passato fa bene: «È una partita difficile, perché il Basilea è una buona squadra, stava vincendo fino a pochi minuti dalla fine contro il Bayern Monaco, per cui verranno a giocare la partita. Sanno chiudersi bene e ripartire in contropiede. Quindi antenne dritte»