Mourinho sa che i momenti più difficili vanno affrontati con la massima attenzione e per questo motivo vuole dosare le energie della squadra con il bilancino. Alle 18:45 la Roma giocherà in Bulgaria contro il Cska Sofia e il tecnico ha lasciato a casa Mkhitaryan, Smalling e Rui Patricio, che aveva giocato tutti i 2.070 minuti. Alla Roma questa sera non basteranno i tre punti per vincere il girone, ma servirà una vittoria dello Zorya sul Bodo Blimt. "
Ho raccontato ai miei giocatori un fatto che ho vissuto di persona. Ero al Manchester United, in Champions League: noi e la Juve eravamo già qualificati agli ottavi. Per finire primi dovevamo battere il Valencia e la Juventus non doveva vincere contro lo Young Boys. Non ci abbiamo creduto, abbiamo pensato che la Juve avrebbe vinto facilmente e quindi la nostra partita non aveva grande significato. Abbiamo perso noi e ha perso anche la Juve. La sensazione, in questi casi, è che ti senti un idiota. Contro il Cska dobbiamo vincere, poi vedremo cosa ha fatto il Bodo. Quello che non deve accadere è che il Bodo non vinca e anche noi non vinciamo", le parole del tecnico in conferenza.
Mourinho ha parlato anche delle assenze: "Sappiamo delle nostre difficoltà, dei tanti infortuni, sappiamo che in questo momento ogni giocatore che perdiamo è un disastro. Abbiamo visto il campo, c’è un metro di neve, sarà ovviamente molto difficile. Dobbiamo anche far riposare qualche giocatore per forza. Covid, infortuni e squalifiche: tutto insieme è troppo. Noi siamo uniti e tranquilli", ma è anche stato chiaro sul fatto che lui e la squadra dovranno considerare il prossimo impegno come quello più importante. Mourinho non si sente cambiato da quando ha vinto la Champions l'Inter: "Nel 2004 avevo il sogno di vincere la Champions League, ora sogno di vincere la Conference League. Sono due competizioni diverse, ma questa è la Coppa in cui siamo e vedremo se sarà possibile vincerla. Vincere la prima edizione sarebbe storico
".
(Corsera)