IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Io penso che ci sia stato un tempo fatto di grandi persone, di grandi sentimenti e di grandi sospiri. E di sogni talmente ingenui da risultare veri. Di cuori folli. Io penso a Geppo che era un poeta. Penso a tutti quelli che non ci sono più e a tutti quelli che ci sono stati che avevano una grande passione nel cuore e meritavano di raccontarla… O che venga ancora raccontata. Penso ai ragazzi del Commando Ultrà che oggi sono uomini e donne, padri e madri, e che io mi spizzavo mica solo per 90’, ma da quando entravo allo stadio.
Nulla di tutto questo andrà perduto. Nulla è perduto. Personalmente da quando scrivo di Roma – una vita – niente mi potrà ripagare più della commozione che ho visto in loro quando hanno dato – ancora una volta, ma stavolta per sempre – tutto alla Roma. Nei loro abbracci c’erano i compagni e gli amori scomparsi, c’erano i tempi di Agostino e quelli di Totti, quelli di Giannini e di Birigozzi. Quell’ipnotico e profumato color arancio che avevamo negli occhi al sole la domenica all’Olimpico, che spiegava veramente il significato di essere e sentirsi giallorossi. Tutte le coreografie fatte e quelle non realizzate, le trasferte in ogni parte e le preghiere davanti alla radio nelle camerette. Le voci svociate. C’erano loro: quelli che restavo a guardare cercando il coraggio per imitarli.
Stavolta l’esempio non è più solo riuscire a vincere la timidezza e vendere i libri davanti alla scuola, ma scendere di qualche fila in più per l’ultima coreografia, continuare a scendere di seggiolino in seggiolino fino a poter veramente considerare tuo quello striscione. Stavolta l’esempio è lo stesso: amare. Non c’è niente di più ribelle, di ultras, anzi di ultrà, che amare.
«Siamo nati e abbiamo vissuto con l’unico scopo di essere al servizio della squadra e della sua gente. Se nei nostri lunghi anni di militanza abbiamo sempre considerato il Commando un patrimonio di tutti, da oggi lo sarà per sempre. Forza Roma»
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C’è stato un tempo in cui il popolo è stato al potere e con quel potere ha detto ti amo. Ce n’è stato un altro in cui con quell’amore ha soprattutto resistito. Ora è il tempo in cui quell'amore è nel vento.