C’entreranno qualcosa anche questi due, se il primo derby del campionato è stato così bello. Qualche chilo in più per entrambi, ma niente di meno. Maurizio meglio di Mourinho perché probabilmente la Lazio è più forte della Roma, più completa, il prodotto di una continuità diversa, meno cantiere aperto. Ed è chiaro che Sarri e Mou segneranno il prossimo tempo di Lazio Roma e hanno già cominciato a farlo, ci sarà da divertirsi. Vestono in total blue, una polo color notte per Mou, la maglietta sociale per Sarri che dopo mezzo minuto è già seduto in panchina a scrivere, chino sui fogli come un ginnasiale, mentre il portoghese segue le azioni avanti e indietro, esce dall’area tecnica, una volta è di troppo e lo ammoniscono per questo. Sarri è più quieto e vince, Mourinho è più agitato e perde. Si infuria soprattutto quando non viene assegnato il possibile rigore a Zaniolo nell’azione che, proseguendo, porterà al raddoppio laziale. “È fallo!” grida subito, poi ribadirà il concetto ad arbitro e quarto uomo, lungamente, fino almeno al rigore che questa volta a Zaniolo viene concesso, ma molto meno evidente del primo.. A José è rimasto sullo stomaco non solo il primo, mancato rigore, ma il secondo mancato cartellino giallo a Lucas Leiva: “
Un fallo netto, e sarebbe stato diverso giocare in undici contro dieci“
. Nei minuti di recupero, il magnetico José ha pure fatto il raccattapalle per rimettere subito in azione il gioco, con il rivale sempre alle prese con lapis e calepino. Abituiamoci, sarà così fino all’ultima di campionato e peccato non ci possano essere più derby in calendario, perché non sarà facile levarsi dagli occhi la lucentezza di questo, il primo, una specie di primo amore ritrovato.
(La Repubblica)