IL TEMPO (F. SCHITO) - L'entusiasmo per il sì del governo è durato pochissimo. Allo stato attuale, il Comitato tecnico scientifico non è disposto a dare il via libera al pubblico allo stadio Olimpico in vista dei prossimi Europei di calcio. La Uefa pone come condizione necessaria per l'assegnazione delle partite «
la presenza di una percentuale di spettatori». La replica del Cts ha gelato il numero 1 della Figc, Pasquale Gravina: «Tenuto conto dell'attuale situazione epidemiologica, dell'intensità della circolazione virale, dell'occupazione delle strutture sanitarie e della limitata possibilità di prevedere il livello che tali indicatori avranno nella seconda metà di giugno, non è possibile rendere un compiuto parere entro la richiesta data del 7 aprile 2021».
Ora la palla passa alla Uefa, che dovrà decidere se la parziale apertura del Cts - ovvero la «disponibilità a rivedere la questione nelle prossime settimane
» - è sufficiente a consentire la disputa delle gare previste all'Olimpico: Turchia-Italia (11 giugno), Italia-Svizzera (16 giugno), Italia-Galles (20 giugno) e una partita valida per i quarti di finale. La situazione è estremamente fluida: l'Inghilterra si è già resa disponibile a rilevare l'organizzazione di un numero crescente di gare e, secondo i tabloid inglesi, dovrebbe intanto incamerare le quattro sfide che erano previste in Irlanda. All'Italia, a questo punto, non resta che sperare che la lettera ricevuta dal ministro Speranza, contenente l'assenso, sia sufficiente. La Uefa chiede almeno il 25% della capienza, il Cts potrebbe dare il via libera a una percentuale più bassa, ma lo scenario può cambiare ancora nelle prossime settimane. Ammesso che la Uefa decida di aspettare gli sviluppi e le analisi del Cts: l'Inghilterra, forte di un piano vaccinale già avanzato, scalpita.