Calciomercato, meno tasse e più top player

26/06/2019 alle 08:46.
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IL MESSAGGERO (E. BERNARDINI) - Calciomercato e politica s'incrociano sulla via delle tasse. Esultano i presidenti dei club italiani che ora potranno convincere i grandi campioni a ripopolare la nostra serie A. Merito del Decreto Crescita. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 aprile dovrà essere convertito in legge entro sabato. La nuova normativa prevede un regime opzionale di esenzione ai fini Irpef del 70% dei redditi di lavoro percepiti da lavoratori, italiani e stranieri, che sono stati residenti almeno due anni all'estero e che si trasferiscono in Italia e s'impegnano a rimanerci minimo un biennio. Chi opta per il regime agevolato dovrà versare un contributo pari allo 0,5% della base imponibile. Le entrate di tale contributo saranno destinate a un fondo per potenziare i settori giovanili.

Il Decreto nasce per riportare a casa i cervelli in fuga ma trova facile attuazione anche nel calcio grazie al fatto che sono venute meno le condizioni poste nella norma già esistente (articolo 16 dl 14 settembre 2015 n.147) secondo le quali prima per avere il regime agevolato il soggetto doveva essere in possesso di un titolo di laurea o assumere ruoli di tipo direttivo. Tra gli addetti ai lavori del calcio il nuovo decreto è stato già rinominato Decreto , prendendo ispirazione da quella che fu la Legge Beckham in tradotta in Spagna dal governo Aznar nel 2005.