Sarà una guerra all’ultima telecamera. (...) Ieri il giudice Claudio Marangoni del Tribunale di Milano ha, più che annullato, demolito il bando di Mediapro che da intermediario indipendente si è aggiudicato per 1,05 miliardi i diritti televisivi della A. In pratica secondo il magistrato, che ha accolto il ricorso di Sky, il gruppo spagnolo si è presentato al mercato con «una forma di responsabilità editoriale» tale da fare concorrenza ai broadcaster oltre i paletti previsti dall’Antitrust per un intermediario indipendente. Non solo. Ha posto in essere «un abuso di posizione dominante» con la formulazione delle offerte contenute nel bando, con il rischio di creare «gravi squilibri nel mercato». Annullando di fatto la gara con il provvedimento depositato ieri mattina, il giudice ritiene che «i tempi ancora disponibili sembrano consentire la ripresa di una procedura di gara avente diversi contenuti nel proporre i pacchetti». (...) Nel mirino la formulazione dei pacchetti (senza prezzi minimi) che solleva «fondate perplessità» sull’effettivo ruolo dell’intermediario, poiché con quelli principali con contenuti «chiavi in mano» (comprensivi di pre e post-partita con pubblicità in capo a Mediapro), assume un ruolo da editore. Ora cosa farà il gruppo di Jaume Roures? Premesso che ha 15 giorni di tempo per presentare reclamo, ha davanti a sé tre strade: un nuovo bando, trattative private con i broadcaster (ipotesi poco percorribili) oppure la restituzione dei diritti tv alla Lega. (...) «La scadenza del 22 maggio per la fideiussione da parte di Mediapro vale ancora oggi più che mai» avverte il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Sky festeggia: «La decisione del Tribunale di Milano ha confermato che era necessaria una verifica dell’aderenza del bando di Mediapro alle leggi italiane, facendo chiarezza a beneficio di tutti i partecipanti e creando i presupposti per la definizione della procedura di assegnazione dei diritti della A». (...) E i club? Si aspettano le garanzie da 1,2 miliardi, vitali per il movimento, e forti del contratto sottoscritto con gli spagnoli minacciano cause per danni in caso di dietro-front. (...).
(corsera)