Ultrà violenti? Niente trasferte Comincia con l’Atalanta il nuovo corso del Viminale

La penna degli Altri
sabato, 29 novembre 2014 alle 10:16
scontri ultras
LA REPUBBLICA (M. PINCI, S. SCACCHI) - Dopo le parole, i fatti. Il calcio italiano scopre, quasi stupendosene, le maglie strettissime del decreto contro la violenza negli stadi delineato ad agosto. Una sanzione forte, forse per la prima volta davvero penalizzante quella che colpisce i tifosi dell’Atalanta per l’attacco alla polizia dopo la gara di sabato scorso a Bergamo contro la Roma. Divieto di trasferta per 3 mesi a tutti i tifosi dell’Atalanta, che avevano assaltato le forze dell’ordine «
con bombe carta contenenti chiodi e bulloni causando il ferimento di 6 operatori di polizia, oltre al danneggiamento di tre automezzi». Questo si legge nel provvedimento firmato dal Ministro dell’Interno Alfano: una piccola rivoluzione nell’Italia che fino a ieri faticava a reprimere i responsabili di episodi di violenza all’esterno degli impianti. Stavolta si colpiscono tutti (mancano all’appello i tifosi che fuori dall’Olimpico prima di Lazio-Juve avevano aggredito i celerini con sassi e molotov) e non solo gli 8 colpevoli identificati, di cui 5 arrestati.
Una risposta esplicita alla recrudescenza degli agguati ultrà che avevano caratterizzato il weekend scorso e fatto temere una ritrovata volontà di far parlare di sé a colpi di bombe carta e sassaiole. A pagare, però, saranno anche i club. Il decreto, approvato a metà ottobre al Senato, prevede infatti un prelievo tra l’1 e il 3 percento sugli incassi da biglietteria delle società per contribuire agli straordinari alle forze dell’ordine. Un tesoretto da circa 7 milioni: molti club di serie A, contrari, incontreranno allora mercoledì Alfano al Viminale per fissare entro il 2% il limite e chiedere di poter avere voce in capitolo su norme e prevenzione. Il divieto di trasferte colpisce il portafoglio anche per i mancati introiti dei biglietti venduti.
Intanto sul tavolo del prefetto di Bergamo, dove gli incidenti hanno causato danni per circa 80mila euro, è arrivata la segnalazione del Casms, che fornisce «tutti gli elementi per vietare, in occasione delle partite casalinghe dell’Atalanta, la vendita dei biglietti per tutti i settori dello stadio a chi non possiede la tessera del tifoso, e disporre la sospensione, per la Curva Nord, di carnet di biglietti e di abbonamenti rilasciati ai non possessori della tessera». Il dg nerazzurro Pierpaolo Marino parla di «provvedimento discutibile», mentre il sindaco Gori teme il rischio «di penalizzare le frange più genuine del tifo». Da domenica, però, i violenti resteranno di sicuro a casa.

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