LA REPUBBLICA (M. LUGLI) - Una dozzina di lance fabbricate con lame, zappe, asce, roncole e rastrelli fissati col nastro isolante su lunghe aste di legno, che ricordano alabarde, falcioni o altre armi medioevali. Mazze, coltelli, un manganello ricavato da una grossa molla dacciaio e perfino un bisturi usa e getta ancora nella sua confezione. Cinghie da usare come staffili. Duecento petardi tra fumogeni, raudi e bomboni di vario tipo. È un arsenale che fa paura quello sequestrato dalla polizia, nei pressi dellOlimpico, prima del derby: una stracittadina unica nel suo genere, co
Nove gli arresti, sette della questura e due dei vigili urbani ma, a parte lassalto dei tifosi romanisti al pullman della loro squadra e alcune aggressioni mordi e fuggi, tutto è filato liscio. Un sospiro di sollievo per il capo della digos, Lamberto Giannini, il responsabile dellUfficio generale prevenzione e soccorso pubblico Giovanni Battista Scali e i dirigenti dei commissariati Prati e Flaminio, Bruno Failla e Massimo Improta che hanno letteralmente battuto il terreno palmo a palmo. Oltre ai 2 mila uomini in divisa a cui è stato affidato lordine pubblico, un ruolo fondamentale è toccato agli steward: mille e duecento persone spesso arrivate da altre regioni e che hanno prestato servizio allinterno dello stadio. Grazie a loro è stato bloccato il tentativo di lanciare uno scatolone pieno di petardi oltre la recinzione per farlo arrivare agli ultras della curva sud. I nove arrestati sono tutti tifosi romanisti. Cinque giovani sono stati ammanettati dopo il blitz contro un gruppo di laziali, in via Emanuele Gianturco: pugni, calci, cinghiate, la rapina di macchine fotografiche e bandiere e poi la fuga, bloccata immediatamente dai poliziotti. Altri due sono stati intercettati nei pressi del Colosseo mentre, armati di coltelli e spranghe, stavano puntando alcuni nemici biancoazzurri.
Gli ultimi due, reduci dallassalto a un blindato dei carabinieri, hanno fermato unauto vicino ai Fori e sfondato il finestrino ma alla vista di una volante, si sono dileguati. Poco più tardi sono stati fermati dagli agenti della municipale. Denuncia a piede libero, invece, per un tifoso romanista proveniente da Ferrara che, in tribuna stampa, ha sputato e lanciato una moneta contro una giornalista.
«È andata bene grazie a un paziente lavoro di pianificazione e allaiuto determinante di alcuni cittadini, che ci hanno permesso di recuperare le armi bianche nascoste nei pressi del lungotevere»
, sintetizza Lamberto Giannini. Quanto alle telefonate di minaccia arrivate ad alcuni calciatori della Lazio, la denuncia non è stata ancora formalizzata ma la Digos sta già indagando e, secondo alcune voci, i risultati dovrebbero arrivare prestissimo.