CORSPORT (A. POLVEROSI) - Il sito personale di Zdenek Zeman va aggiornato. Nella finestra della tattica appare questa sintetica considerazione: «Perché ho scelto il 4-3-3? Perché è il modo più razionale per coprire gli spazi. Come ci sono arrivato? E geometria». Adesso si può usare limperfetto: era una geometria basata su 40 anni di
FILOSOFIA E TATTICA - La sensazione netta è che la prima ragione del cambiamento sia legata al tipo di gioco della Fiorentina e anche in questo senso il passaggio di Zeman è storico: più che la tattica, centra la filosofia, la mentalità. Non è più la sua squadra che deve imporre il gioco sempre e comunque, ma si può giocare anche addosso allavversario. Se non lo avessimo visto con i nostri occhi, non ci avremmo creduto. Il ribaltone tattico resta comunque clamoroso. Anche Gigi Del Neri, un altro tecnico che in vita sua aveva sempre difeso a 4, incontrando i viola a Marassi a inizio novembre ha schierato la difesa a 3 (Granqvist, Bovo e Moretti), con Sampirisi e Antonelli sulle fasce. Al Genoa non andò bene (prese gol da un attacco di Pasqual sulla sinistra), alla Roma sì.
Per maturare una decisione del genere, Zeman ha sommato una serie di convinzioni. Prima di tutto il gioco della Fiorentina: attaccando con due esterni come Cuadrado (una furia della natura quando sta bene, non adesso però) e Pasqual, era il caso di non concedere troppo campo alle due ali di Montella. Soprattutto Cuadrado se parte palla al piede con un po di spazio davanti non lo prende nessuno. Attacco dagli esterni e con due punte centrali anche se una (Jovetic) rientra di continuo per incollare il centrocampo allattacco, il totale fa 4 attaccanti quando la Fiorentina è nella fase offensiva, di conseguenza per proteggersi in superiorità numerica serviva un difensore in più. La terza considerazione è legata alle tante assenze di qualità nella Roma: meglio restare più coperti e compatti possibile. Ce nè infine una quarta: leffetto-sorpresa. (...)