«Luis Enrique? In totale confusione»

La penna degli Altri
martedì, 06 dicembre 2011 alle 9:42
GASPORT (A. PUGLIESE / F. ODDI) - C'è chi non si sbilancia, qualcuno accusa, nessuno lo difende. Il giorno dopo l'ennesima sconfitta della Roma, Luis Enrique è sul banco degli imputati. E fatica a trovare un avvocato difensore. «Il possesso palla? Io piuttosto vedo un torello, con il solo fatto che il torello si fa in allenamento, un
Difesa L'unico disposto a dare veramente ancora tempo alla Roma ed a Luis Enrique è Carletto Mazzone, forse anche per il grande amore che ha per questi colori.
«Mandar via l'allenatore adesso non avrebbe senso — dice l'ex tecnico della Roma — Ci vuole pazienza, cosa che a Roma spesso non si trova. È cambiato tutto, società, giocatori, dirigenza, allenatore. Si sapeva che sarebbe stato un anno difficile, bisogna dare ancora tempo al progetto». Già, ma la gente sembra aver esaurito la pazienza. «Ed è normale, soprattutto in una piazza esigente come Roma — aggiunge Rizzitelli — Un progetto di questo genere, con tanti giovani, o lo affidi ad un allenatore esperto o lo fai altrove, non nella Capitale. Una squadra che deve vincere ha bisogno di una spina dorsale. Qui i giocatori sono tutti fuori ruolo, spesso senza certezze e disorientati». Una delle pecche di Luis Enrique, infatti, è proprio la mancanza di esperienza. «Se nelle prossime due partite i giallorossi non faranno risultato, inevitabilmente pagherà il tecnico — dice ancora Lucchesi —. In tal caso, dopo aver provato con un giovane, punterei su un allenatore esperto».
Gioco Uno dei tanti dilemmi della gestione Luis Enrique, poi, è il gioco. Doveva essere bello e spumeggiante, è sterile e inconcludente. «Certo, fare possesso palla e non tirare mai in porta non va bene — è il parere di Giancarlo De Sisti — E poi tutti quei cambi possono solo destabilizzare una squadra. Mi chiedo: Borriello che fine ha fatto? Per me resta uno dei migliori attaccanti italiani». Borriello è una prima punta, non fa al caso dello spagnolo. «Ma se lui non vede le prime punte, perché hanno preso solo attaccanti così?», si chiede Rizzitelli. Che poi aggiunge: «E in difesa lo spagnolo vuole gente che giochi la palla e invece è arrivato uno come Kjaer: ottimo marcatore, ma con due piedi improponibili».
Totti e De Rossi Allora, il problema si sposta altrove. De Rossi centrale di difesa spesso scala a fare il terzo e Totti in disparte. «De Rossi così è un vero spreco», dice De Sisti. «A me piange il cuore a vederlo lì, spesso tra i tre di difesa», è il parere di Rizzitelli. Come piange il cuore a vedere Totti fuori. «Se non ha problemi fisici, non può non giocare — fa Di Biagio — A Firenze, se stava bene, doveva esserci dal primo minuto». Concetto ribadito anche da Lucchesi: «È una risorsa importante, si sa, è difficile privarsi di lui
». Non per Luis Enrique, in fondo alle sue mille logiche.

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