
IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Quelle che sono cattive notizie per alcuni, possono rivelarsi buone per altri. Prendiamo ad esempio Erik Lamela, diciannovenne talento dellArgentina, eliminato con la sua Nazionale dal mondiale Under 20 (cattiva notizia per il suo Paese) e ora, previo periodo concordato di vacanze, potrà tornare alla Roma (buona notizia per Luis Enrique) in tempi sufficientemente brevi, lui vorrebbe essere qui già domenica.
E soprattutto potrà curarsi la caviglia malandata, con la società giallorossa che vuole vederci chiaro. Qualche giorno fa, Walter Perazzo, ct dellArgentina dei piccoli, aveva lanciato linquietante allarme: «Ho dovuto sostituire Erik nella partita con lEgitto perché non riusciva a camminare».
Lamela poi ha stretto i denti ed è sceso in campo, addirittura per centoventi minuti, nei quarti contro il Portogallo, ma la sua qualità tecnica a poco è servita: lAlbiceleste è stata eliminata dopo i calci di rigore (5-4, al termine dei supplementari il punteggio era di 0-0). «Eravamo troppo stanchi per poter fare di più», ha commentato dopo leliminazione il tecnico dellArgentina Perazzo. Troppo stanchi e con un Lamela distrutto. Erik ora andrà in vacanza. Non potrà essere disponibile per lEuropa League e stesso discorso per la prima di campionato. Vedremo in campo il talento argentino non prima dell11 settembre, sfida casalinga contro il Cagliari. Luis Enrique gli ha detto che può tornare a ridosso della sfida di ritorno con lo Slovan, ovvero il 25. In quei giorni anche la presentazione. Nel frattempo verrà monitorato il suo problema alla caviglia, che non allarma ma un po preoccupa Luis Enrique e i dirigenti della Roma. Qualche giorno di riposo (più della settimana inizialmente concordata) gli farà bene, visto che Lamela viene da un campionato choc nel River e uneliminazione inaspettata nel mondiale Under 20. La Roma aspetta. E spera che possa arrivare in Italia in condizioni atletiche accettabili, dato che Luis Enrique fa grande affidamento su di lui. In attacco e pure a centrocampo. Ma per ora il tecnico asturiano non vuole forzare la mano.