
LIBERO - Dunque se Luis Enrique (strappato allAtletico Madrid) arriva a Roma in pompa magna non si sa ancora quando lo farà quello che ufficiosamente è lazionista di maggioranza dei giallorossi, ovvero Thomas Richard Di Benedetto. Sì perché lamericano, fanno sapere dal suo entourage, «sta seguendo tutto dagli Stati Uniti» ma formalmente non ha ancora messo le mani sulla maggioranza delle azioni della società. E in più, chi sta seguendo la gestione tecnico-sportiva della società, cioè Sabatini, non ha ancora il contratto per il solito motivo per cui non è ancora ufficiale il tecnico asturiano (la delega di firma a Venturini). La data per il closing dellaffare, dove la società denominata Neep Roma Holding acquisirà mettendo nero su bianco il 60% delle quote giallorosse (inizialmente il 40% rimarrà a Unicredit), è fissata per il 4 o 5 luglio, quando presumibilmente DiBenedetto farà il suo ritorno nel Bel Paese. O almeno così si dice.
STILE BLAUGRANA Nel frattempo Luis Enrique avrà già cominciato ad attuare sulla Roma una sorta di rivoluzione blaugrana. Infatti è intenzione del tecnico riproporre le solite tecniche di allenamento che sono usate nel Barcellona non solo in prima squadra, ma ha chiesto che possano essere imposte anche nel settore giovanile giallorosso. Inoltre, per facilitarsi il lavoro, sta provando a portare nella capitale quattro gioielli del suo Barça B: Jeffren Suarez (23 anni), Oriol Romeu (19), Jonathan Soriano (25) e Martin Montoya (20). Rispettivamente due centrocampisti, un attaccante e un difensore. Il tecnico «raccomandato da Guardiola» ha posto il veto sulla cessione di Menez (24) mentre invece non opporrebbe resistenza su quelle di Borriello (29) e Vucinic (28).