IL ROMANISTA (P. BRUNI) - Sciarpe, vessilli e un Olimpico vestito con labito buono. Sessantamila spettatori, di cui diecimila rossoneri, a fare da cornice ad una partita senza età. Roma-Milan comincia così, in linea con le attese della vigilia, con uno stadio praticamente tutto
Lo spettacolo della Sud, però, deve ancora celebrarsi. Passano una manciata di secondi e, mentre Roma, Roma, Roma si espande nellaria, la curva più bella del mondo è pronta a stupire. Nel cuore del tifo giallorosso si apre, in perfetta sincronia, un immensa distesa di cartoncini gialli a fare da fondo e sopra, a caratteri cubitali, la scritta De Falchi.
Un effetto bellissimo ed emozionante per celebrare e ricordare un ragazzo, Antonio, vittima innocente della violenza milanista nel lontano 1989.
Una coreografia imponente e accompagnata da tanti applausi, bandiere piazzate nella zona alta del settore e una serie continua di cori che, contemporaneamente, scortano i giocatori fino al calcio dinizio. Non mancano, poi, i soliti petardi lanciati sulla pista datletica a far sobbalzare i rarissimi istanti di attesa.
Dallaltra parte dellOlimpico, nella Nord, divisa dagli steward con zona cuscinetto per non far venire a contatto il pubblico, si crea qualche scaramuccia. I sostenitori romanisti, un gruppetto di quasi una cinquantina di persone, forzano il doppio cordone giallo e arrivano fino alle vetrate di separazione. Lambiente si infiamma e volano fumogeni da entrambe le parti. Il caos, per fortuna, dura meno di cinque giri di lancette e la situazione si stabilizza senza bisogno dellintervento delle forze dellordine.




