LEGGO (F. BALZANI) - A Boston per firmare. Le garanzie sono arrivate, gli ultimi dettagli sono stati limati. Tutti negli States allora: da Paolo Fiorentino e Piergiorgio Peluso (rispettivamente vicedirettore e amministratore delegato di Unicredit) ai legali degli studi Grimaldi e Carbonetti passando per quelli dello studio Tonucci che hanno curato in questi mesi gli interessi della cordata Usa.
A Boston, intanto, fremono i preparativi. DiBenedetto ha organizzato una serie di brunch e cene di lavoro alle quali parteciperanno anche gli altri soci: Michael Ruane, Richard DAmore e, soprattutto, James Pallotta, una «leggenda degli Hedge Fund», come lo ha definito il Financial Times. Proprio Pallotta, il giorno dopo lo stop alle trattative romane di due settimane fa, chiamò Fiorentino per confermare la serietà del gruppo e le intenzioni di costruire una Roma stellare sul modello dei suoi Boston Celtics. Infine, a Boston sta nascendo un Roma Club. I fondatori sono giovani italiani che vivono lì: «Ormai è tutto pronto - racconta uno di loro, Osea Giuntella - ma per partire aspettiamo la firma».




