IL MESSAGGERO (P. LIGUORI) - Doveva succedere, prima o poi. In molti, malignamente, aspettavano il momento. In tanti lo temevamo e speravamo che non sarebbe stato troppo brutto. Per fortuna, il trapasso di proprietà della Roma sta andando in modo non drammatico.
Gli interrogativi sulla solvibilità dei nuovi proprietari e le disponibilità della banca fanno ridere, al confronto del baratro sul cui ciglio abbiamo allegramente camminato per anni. Voltiamo pagina, senza arroganza, con orgoglio. Adesso anche i più sciocchi e distratti avranno capito quanta parte del patrimonio (proprio così) presente e futuro sta nella storia e nella figura del Capitano. Meno male che Totti cè: un valore concreto che vale una parte dellacquisto, come il marchio Roma, i colori giallorossi e perfino la Lupa nello stemma. Fossi americano guarderei a queste cose. E da romano, romanista, pure. Oggi accompagnano Checco ad un record che ci sta a cuore, contro tante cattiverie.
Ma abbiamo in mente anche un altro piccolo pezzo di valore romanista. Abbiamo visto De Rossi in tv ricordare che il suo senso della vita è la figlia e ci siamo commossi. Abbiamo capito il dramma e non ci sentiamo né arroganti, né intrusi se ci permettiamo di dire a Daniele: resta qui, sarà più semplice crescere tua figlia. Noi abbiamo bisogno della tua sensibilità e della tua intelligenza. Ed è importante non far mancare laffetto ad altre due nostre bandiere: Bruno Conti, per quello che è stato e Vincenzo Montella, per come si sta comportando. Buona Pasqua a tutti.




