IL ROMANISTA (P. BRUNI) - Dai ventimila di Chievo dellanno scorso, ai ventimila col Chievo di domani. Forse. Ventiquattro ore fa, infatti, allalba del secondo giorno di vendita libera sono stati duemila i tagliandi stampati per lincontro dellOlimpico. Una cifra assolutamente irrisoria (a cui vanno sommati gli abbonati, circa diciottomila) che spiega abbastanza chiaramente il difficile momento del tifoso romanista.
Un campionato orribile, tre sconfitte consecutive in casa, prestazioni imbarazzanti, gol sbagliati sotto porta, screzi in allenamento, sogni Champions naufragati mestamente, semifinale di coppa Italia regalata allInter sono alcuni esempi di come si riesce a violentare la voglia dei sostenitori. Si può essere pure ottimisti e sperare in un colpo di scena sugli spalti: magari, alla fine, non saranno ventimila ma qualcuno in più. Sempre a patto che i possessori dellabbonamento non siano già partiti per il ponte pasquale o abbiano impegni di lavoro (non dimentichiamoci che si gioca alle 12.30). Tuttavia, sono dettagli che non spostano la centralità del problema. LOlimpico, negli ultimi anni è stato un bunker: pochi hanno avuto la forza e il privilegio di espugnarlo. Certo, sarebbe presuntuoso scordare che, alcune di quelle sconfitte, sono state dolorosissime ma è altrettanto vero che la Roma lottava e ambiva a qualcosa. Per adesso tocca tirare avanti e guardare a domani con due speranze: non resuscitare pure il Chievo e spingere Francesco Totti alla rete duecentocinque in serie A.




