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Corsa e gol sfiorati: per Vucinic e Menez arrivano gli applausi

24/04/2011 alle 11:49.

IL ROMANISTA (.C ZUCCHELLI) - Sono entrati in campo ricoperti da fischi. Per Vucinic e Menez, testa bassa e pallone in mano, l’ingresso all’Olimpico non è stato dei più semplici. Per questo più di qualcuno allo stadio, conoscendone il carattere, pensava che sarebbero stati protagonisti dell’ennesima partita discutibile

Per questo più di qualcuno allo stadio, conoscendone il carattere, pensava che sarebbero stati protagonisti dell’ennesima partita discutibile. E invece, dopo un inizio in sordina, col passare dei minuti, i due giocatori più discussi delle ultime settimane, hanno trasformato i fischi in applausi. Timidi all’inizio, più convinti verso la fine della partita. Perché, durante tutti i 90 minuti, sia il francese sia il montenegrino hanno dato il 100%.

Spronati dai compagni, con cui, in questo periodo, hanno avuto confronti a tratti anche duri, ma che non li hanno mai abbandonati. Ecco perché quando Vucinic, nel primo tempo, ha tirato praticamente addosso a Sorrentino, gli altri giocatori sono andati subito a rincuorlarlo. Lo stesso ha fatto Montella che, ogni qual volta aveva il montenegrino vicino, lo chiamava a sé per dargli consigli e indicazioni. Mirko ha ascoltato e, soprattutto nel secondo tempo, quando la Roma attaccava sotto la Sud, ha tentato in tutti i modi di far gol. Ma la porta sembrava stregata.



Lo è stata anche per Menez, che ha anche colpito un palo, e che, in questi giorni per lui difficili anche e soprattutto per l’aggressione subita, ha avuto sempre la squadra accanto. Una squadra che, in pieno, riconosce il talento di due giocatori che, con corsa e impegno, stanno provando a riprendersi la Roma. Quando Menez ha lasciato il posto a Taddei gli applausi hanno superato i fischi; quando Vucinic ha sfiorato il palo, lo stadio lo ha incitato. Segno che a Roma chi si impegna per la maglia viene sempre considerato importante. La speranza è che Vucinic e Menez, una volta per tutte, lo abbiano capito. Almeno fino al 22 maggio. Poi, che sarà sarà.