IL ROMANISTA (D. GALLI) - Entro la fine della prossima settimana, lAs Roma diventerà americana. A confermarlo è stato ieri un lancio di Mf-Dow Jones. Secondo quanto riportato dallautorevole agenzia di stampa economica, ieri sarebbero stati completati e inviati agli americani «le risposte, i commenti, ai contratti e ai patti parasociali» preparati da Unicredit. Ci dovrebb
Ci dovrebbero volere adesso, sostiene ancora Mf, un paio di giorni per lanalisi dei nuovi dati. Lincontro chiave, quello che dovrebbe servire a mettere nero su bianco la vendita dellAs Roma, dovrebbe tenersi allinizio della settimana che sta per aprirsi. Resta la domanda, che si fa anche lagenzia, di dove si svolgerà la riunione (o le riunioni) tra gli uomini della banca e gli americani. Roma o New York?, si chiede lagenzia.
Non immaginatevi, però, uno scenario dove Rosella Sensi prende laereo per incontrare DiBenedetto. Scordatevi una foto storica, che magari immortala il passaggio di consegne che chiude lepopea-Sensi, unetà delloro per i romanisti. Già, perché per la conclusione del procedimento di vendita non sarà necessaria la presenza, spiegavano ieri fonti finanziarie vicine alla trattativa, della dottoressa Sensi. Piazza Cordusio potrebbe tranquillamente presentarsi davanti a DiBenedetto con una copia del verbale di delibera della cessione delle quote, questo sì con le firme, di Roma 2000. Il cui Cda, ricordiamolo, è composto dal professor Attilio Zimatore, dal responsabile di Unicredit per il Centro Sud Antonio Muto e, per lappunto, da Rosella Sensi. Bisognerà pazientare ancora qualche altro giorno.
Poi Thomas Richard DiBenedetto e i suoi soci Richard DAmore, Michael A. Ruane e James J. Pallotta diventeranno gli unici proprietari del club, di cui deterranno il 60%. È ancora sconosciuta la suddivisione delle loro quote. È certo solo il ruolo di DiBenedetto, che sarà presidente della futura As Roma. A meno di ulteriori sorprese, loperazione dovrebbe dunque terminare anche prima della nuova scadenza del 31 marzo. Unicredit manterrà una quota di minoranza. Inizialmente, ammonterà al 40%. Più avanti, la banca tenterà di cederne una parte a uno o più imprenditori. Si dice, italiani. Questo, sostengono da ambienti finanziari, non sta ostacolando o semplicemente rallentando la trattativa. Siamo al rush finale, adesso lo dicono esplicitamente anche da Trigoria. Dove non vedono lora che si insedi la proprietà a stelle e strisce. Perché se il passato non si dimentica, e mai nessuno dovrà dimenticare quello che in 18 anni ha fatto la famiglia Sensi per lAs Roma, cè un futuro che ci aspetta. Un futuro da scrivere ora. Non tra qualche mese




