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Il giorno dopo, esplode la rabbia giallorossa

10/03/2011 alle 10:15.

IL ROMANISTA (D. GIANNINI) - Rabbia, sì, ma non solo quello. Il giorno dopo l’umiliante eliminazione dalla Champions League nei tifosi della Roma è tutto un alternarsi di sensazioni, anche differenti tra loro. Ma tutte indiscutibilmente negative. I tre gol presi dallo Shakhtar, il rigore sbagliato e, come se non bastassero, la gomitata di De Rossi, il calcione di Borriello, la pallonata di Pizarro

Una questione di orgoglio e di testa, quella che secondo Carlo Mazzone questa squadra pare aver perso: «Sono molto mortificato e dispiaciuto per i comportamenti che la Roma ha messo in campo – ha spiegato all’Ansa -. Senza fare nomi, sono cose che non devono assolutamente capitare. E’ evidente che la squadra vive un momento di grande tensione e nervosismo. Non si possono vedere gesti così eclatanti, clamorosi, anche se questa è una stagione delicata». Poi l’ex tecnico giallorosso ha aggiunto: «Si è avuta l’impressione che i giocatori stiano perdendo la testa. Montella adesso deve alzare i toni nello spogliatoio, farsi sentire. E i ragazzi lo devono ascoltare in silenzio perché sono pagati per giocare». Dice di non voler fare nomi, Mazzone, poi però non riesce a trattenere una lavata di capo a MexesÈ il suo limite, non riesce a rispettare certe regole») e a Borriello: «È l’allenatore che sceglie chi tira i rigori, le gerarchie

devono essere chiare. Nella Roma sembra invece che si facciano le votazioni per decidere il rigorista e non va bene
». E adesso il derby, nel quale almeno ci sarà : «Il capitano sente tantissimo questa partita e pagherebbe di tasca propria per giocare, essere determinante e aiutare la squadra ad uscire da questo delicato momento. E’ evidente – conclude Mazzone - che è la Roma a giocarsi di più. Un ko con la Lazio pregiudicherebbe la qualificazione alla prossima e agiterebbe ulteriormente l’ambiente. Tecnicamente però la Roma è più forte. Di certo, se i giocatori giocheranno con la stessa testa di Donetsk è meglio che non scendano in campo...».

Per Sebino Nela, che ha seguito la sfida della Donbass Arena per Mediaset «era una partita da non sbagliare, ma purtroppo è successo». L’ex difensore giallorosso, ha spiegato a Tuttomercatoweb: «Ho visto una Roma buona nei primi 25 minuti, poi una volta andata sotto è stata vittima degli eventi. Era una gara importante, quindi ci può stare un po’ di nervosismo, però è ovvio che l’espulsione ha determinato tutto ciò che è avvenuto dopo. Ora bisogna pensare al derby, e avere fiducia in Montella che ha comunque un buon ruolino di marcia nella sua esperienza in giallorosso». Già, il derby. Come se lo immagina? «Ne ho vissuti e visti tantissimi... Ognuno è sempre stato una partita a sé stante. L’importante sarà mantenere la consapevolezza di essere una grande squadra».

«Si può perdere una partita, non la testa – ha detto invece con fermezza Ciccio Graziani a Roma Caffè -. Si sapeva che sarebbe stato difficile, ma una reazione era lecito aspettarsela». Graziani non se la sente di prendersela più di tanto con Borriello: «Nella testa di un bomber c’è sempre e solo il gol. Detto questo, se nello spogliatoio si stila una lista di rigoristi poi bisogna rispettarla». Poi i dubbi sulle scelte di Montella: «Si trattava di una partita decisiva e si è deciso di affidarsi ai veterani e a un modulo di gioco collaudato. E allora perché privarsi dell’uomo intorno cui ruota questo sistema: ?». «Spero che la situazione non si sbrachi, come si dice a Roma -conclude Graziani -. Bisogna arrivare quarti e garantirsi l’accesso all’Europa che conta». Per salvare una stagione, per ritrovare la dignità. I romanisti ora non chiedono molto altro.