IL MESSAGGERO (R. DIMITO) - Ci vogliono un paio di settimane per la scelta dellacquirente della Roma calcio fra le cinque offerte presentate lunedì scorso a Rothschild.
La riunione dovrà anche definire i prossimi passi della procedura che, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi fra un paio di settimane. Le prime tre sarebbero nellordine le più concrete anche se, avendo strutture differenti, dovranno essere rese omogenee il più possibile. Accanto a Di Benedetto & c che, come gli altri, vorrebbe acquistare il club giallorosso attraverso una Newco, si schiererebbe Unicredit disposto a rilevare il 40% diretto della società sportiva, a finanziare il club e a partecipare al piano industriale a 3-5 anni che prevede robusti investimenti (80-90 milioni circa). Naturalmente la proposta degli americani, essendo stata confezionata la scorsa settimana nella tre-giorni di riunioni a New York sarebbe quella più conosciuta almeno da piazza Cordusio. Ora dovrà essere illustrata anche a Zimatore che, in veste di presidente super partes di Italpetroli e di Roma 2000, nei cui consigli siedono un esponente a testa di Unicredit e Sensi, avrà voce in capitolo nella decisione. Anche ieri i legali degli studi Grimaldi e associati e Carbonetti per Unicredit, Lovells per i Sensi avrebbero esaminato le cinque offerte, ognuna delle quali composte da decine e decine di pagine più allegati.
Lo stesso lavoro di esame sarebbe in corso da parte di Rothschild che oggi illustrerà i documenti in modo che siano comparabili il più possibile in termini di prezzo per il 67% e piani di rilancio e sviluppo. Ladvisor dovrebbe fare anche la raccomandazione su quale offerta sarebbe più vantaggiosa. Un compito difficile perchè, escluse le ultime due, quella Usa, di Abu Dhabi e di Angelucci sarebbero meritevoli di considerazione anche se lultima sarebbe più bassa: lofferta di Di Benedetto comunque avrebbe il vantaggio di garantire un piano di sviluppo più robusto con una valorizzazione della As Roma attorno a 120-130 milioni, più o meno appaiata a quella di Claraz. I legali avrebbero anche ricostruito lidentità dei proprietari della Claraz sa che ha suscitato unpolverone dopo la smentita di Aabar. In realtà, da quello che trapela dalle fonti dirette, questa newco sarebbe domiciliata presso la sede di Sidney Bouvier, vicedirettore della banca privata Edmond de Rothschild Europe che nulla ha a che vedere con la Rothschild advisor della vendita. Quindi fra le due Rothschild non ci sono rapporti e la domiciliazione è la prassi che viene seguita in questi casi.




