IL ROMANISTA (D. GALLI) - Se gli americani vogliono lAs Roma, è perché credono in un grande progetto. Pensano di poter vendere questi colori, questo marchio, in ogni parte del globo. Ma il loro quartier generale non sarà in America, da dove pure provengono. Ma a Roma. «Cosa voglio dire ai tifosi romanisti? Mi auguro questanno di vincere lo scudetto». Non è niente male la seconda uscita pubblica di mister Julian Movsesian
«Cosa voglio dire ai tifosi romanisti? Mi auguro questanno di vincere lo scudetto». Non è niente male la seconda uscita pubblica di mister Julian Movsesian. Tace DiBenedetto, il futuro possibile presidente della società, si dimostra invece alquanto loquace luomo che presiede la Capital Management Strategies Inc. e la Succession Capital Alliance. Movsesian si concede al sito italiansoccerseriea.com. «È tutta la vita - esordisce - che seguo il calcio italiano. Parliamo di oltre 40 anni. Mi piaceva già da bambino. Il Milan era la mia squadra preferita, ma adesso sono un tifoso della Roma». Qualche socio della cordata a stelle e strisce parla italiano, qualcun altro no, dice Movsesian. Che poi rivela «di non avere mai fatto affari prima dora in Italia, ma di esserci stato molte volte». In che veste? Facile. Da turista. Come DiBenedetto, peraltro.
Un passaggio molto importante dellintervista è quello dove Movsesian tratteggia i contorni dellinvestimento che lui e i suoi soci si accingono a fare: «Tutto sarà coordinato da Roma. Abbiamo un significativo background in gestione aziendale. Ovviamente, è per questo che abbiamo presentato lofferta per lAs Roma. Qual è la nostra visione per il club? Vogliamo coltivare e accrescere il marketing globale. Finora, è stato carente».
Vedremo come si articolerà esattamente il progetto americano. Qualcuno dubita addirittura che alla fine sarà questo consorzio a prendere lAs Roma. Per ora, non cè motivo per dubitare. Al Romanista viene confermata la presenza di un grosso sponsor dietro il consorzio americano. Sono stati fatti due nomi. Uno dei due è un gigante dellalta finanzia. È George Soros. Laltro è il magnate dellabbigliamento John J.Fisher. Uno dei suoi marchi, Gap, è sbarcato da pochi mesi in Italia. È fondamentale insistere su un concetto: si tratta di rumors. Rumors fondati, ma pur sempre rumors.
Soros, Fisher o chi altri sia questo soggetto, il concetto fondamentale è uno: questa operazione nasconderebbe delle cifre e un disegno importanti. Ieri, lad di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha escluso la possibilità di una cordata "a geometria variabile": «Ne leggo tante, ma non mi risulta. Le negoziazioni vanno comunque avanti in maniera positiva». Come tempi ci siamo. Oggi Unicredit e Roma 2000 attendono le integrazioni richieste, tra cui quella sulle identità dei soggetti - quelli che a breve appariranno - che costituiranno la cordata USA. Domani, salvo cataclismi, dovrebbe essere concesso il via libera alla trattativa in esclusiva. Nel frattempo, stando a quello che ieri scriveva Il Messaggero, domani Compagnia Italpetroli dovrebbe votare la scissione a favore di Newco Roma di Roma 2000, la società
che controlla il 67% dellAs Roma e attualmente in pancia alla holding della famiglia Sensi. Una volta completata lintera operazione - ci dovrebbero volere poco più di due mesi - Unicredit rileverà il 51% di Newco dai Sensi e lo cederà agli americani. Le indiscrezioni sulla presunta mancata
disponibilità di tutti e cinque i membri della cordata (peraltro, non confermate in ambienti finanziari), hanno suscitato nel frattempo qualche preoccupazione in Borsa. Il titolo As Roma, ieri, ha fatto registrare una flessione dello 0,68%, chiudendo la giornata a Piazza Affari a 1,163 euro.




