IL ROMANISTA - Le idee si difendono sempre. E ognuno ha le sue. Ma una contestazione violenta e organizzata, con la squadra in partenza per Genova dove è attesa ad una prova importante, non può essere accettata. Nè tollerata. E fa anche un po impressione dover scrivere di unazione di protesta davanti ai cancelli di Trigoria quando in buona parte dei paesi che si affacciano nel nostro stesso mare si scende in piazza per ottenere diritti, libertà e una vita minimamente decente. Pagando con la vita un prezzo altissimo nella richiesta di democrazia
Il dubbio di essere vicini alla risposta di un interrogativo così semplice, ce labbiamo. E crediamo di poter aggiungere allanalisi che porta in questa direzione almeno altri due elementi: la contestazione tardiva a quarantotto ore dallultima sconfitta e la presenza già massiccia delle forze dellordine intorno al campo di allenamento della squadra. Una soffiata? Un «noi protestamo però solo un pochetto quindi statece che è mejo». E il fine ultimo di tutto questo caos quale avrebbe dovrebbe essere? Non si sa. Ciò che sembra certo è che la Roma avrà una dura accoglienza a Genova per quei pochi tifosi che oramai possono seguire la squadra in trasferta, date le leggi imposte da Maroni. Una difficoltà di movimento in più per i mezzi di trasporto che dovranno portare i giocatori negli stadi. Una possibile reazione di disamore ulteriore di alcuni di loro, che pur si dannano senza che i risultati arrivino. Uno scoramento complessivo dunque di squadra, tecnici, ex proprietari, responsabili di Unicredit e possibili nuovi acquirenti. Nonchè dei tifosi che quella maglia la amano e la contestano senza per questo volergli tirare addosso delle bottiglie con la miccia sopra. Dei veri tifosi insomma. Perchè noi riteniamo che i veri tifosi fischino, prendano a pernacchie, girino le spalle, restino a casa e spengano la Tv. Se vogliono contestare nel 2011.




